Gocce d'inchiostro: centro didattico della Lega Nazionale
La LEGA NAZIONALE, considerato il ritmo frenetico della società di oggi, cui sono costrette le famiglie, propone forme educative in grado di accompagnare bambini e ragazzi in un percorso di studio e formazione multidisciplinare. Nell’ottica della sua tradizione sociale e culturale la LEGA NAZIONALE desidera inoltre integrare in modo continuativo l’esperienza artistica della formazione assieme alla scoperta della storia, delle tradizioni locali e del territorio.
Il progetto di doposcuola proposto dalla Lega Nazionale è finalizzato allo sviluppo delle politiche di conciliazione vita-lavoro delle donne, garantendo così risposte flessibili e differenziate ai genitori con figli iscritti alle scuole primarie e secondarie di primo grado.
Gocce d'Inchiostro è a Trieste in Galleria Protti 3 - telefono e fax 0402415838 -
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dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 19.00
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RINNOVO CARICHE SOCIALI ALLA SEZIONE DI FIUME
Si sono ultimate le operazioni elettorali per il rinnovo delle cariche sociali alla Sezione di Fiume della Lega Nazionale per il triennio 2010/2012.
È stato riconfermato, all’unanimità, alla presidenza della Sezione di Fiume, il cav.uff. Aldo Secco.
Queste le cariche nel dettaglio:
PRESIDENTE cav.uff. Aldo Secco
VICE PRESIDENTI signora Elda Sorci e prof. Gianpaolo Dabbeni
SEGRETARIO sig. Luca Guerra
AMMINISTRATORE signora Giuliana Lanzavecchia
CONSIGLIERI signora Amabile Bastiancich
signora Nadia Diracca
signora Valnea Diracca
sig. Gino Zori
ATTACCO DI STAMPO TITINO DELLA TELEVISIONE SLOVENA AI DALMATI E GRAVI DISTORSIONI DELLA VERITA'
La Televisione pubblica di Lubiana ha dato una versione falsa e tendenziosa della deposizione della Corona d’alloro da parte dei Dalmati e della Lega Nazionale in memoria del tenente Luigi Casciana lo scorso 13 luglio alle ore 12.30, utilizzando la vecchia tecnica titina che credeva di risolvere i problemi definendo “fascisti” coloro che erano semplicemente italiani. La trasmissione televisiva si è aperta con un falso, dichiarando che era stato solo il Presidente della Repubblica slovena Türk a deporre una corona d’alloro sull’ex Hotel Balkan, quando invece, il comunicato congiunto dei tre Presidenti precisa che ambedue le due corone deposte sull’ex Balkan e sul Monumento dell’Esodo costituivano un omaggio di tutti e tre i Presidenti e ciò risulta anche dalla scritta sulla corona presidenziale, tuttora presente sull’ex Balkan, ancorché curiosamente scritta solo in lingua slovena.
La deposizione da parte dei Dalmati e della Lega Nazionale di una corona d’alloro per il tenente Luigi Casciana viene presentata come “un incidente fascista”, quando invece è stato regolarmente annunciato da stampa, radio e TV. Lo stesso Casciana, che stava proteggendo il Narodni Dom al comando di un gruppo di soldati e guardie regie, viene definito dalla TV Slovena “fascista”che afferma anche “il Narodni Dom è stato incendiato dai fascisti”, quando invece, è noto che non sono stati mai individuati né gli uccisori a Spalato del comandante Tommaso Gulli e del motorista Aldo Rossi (ricordati in una cerimonia in Riva Gulli lo scorso 11 luglio), né lo jugoslavista che uccise Giovanni Nini in Piazza Unità, né quello che ha lanciato la bomba che ha ucciso Luigi Casciana né, tanto meno, colui o coloro che hanno provocato l’incendio. È anche falsa la dichiarazione della TV slovena, secondo la quale la polizia italiana avrebbe rimosso la nostra corona. Vero è che, in ossequio al cerimoniale del Presidente della Repubblica italiana ed in accordo con il Prefetto ed il Questore di Trieste, ho disposto – ed ero presente personalmente – la rimozione della nostra corona – come si è fatto in analoghe occasioni nelle cerimonie alle Foibe – perché al momento della deposizione di una corona da parte del nostro Presidente della Repubblica non possono essere presenti altre corone. Sono stato personalmente presente quando la nostra corona è stata ricollocata dai nostri giovani sull’ex Hotel Balkan, dopo la cerimonia dei tre Presidenti.
Nelle tre cerimonie commemorative dell’11 e del 13 luglio, ho sempre ribadito con chiarezza che la responsabilità politica ricadeva sugli jugoslavisti ed ho anche più volte precisato che nel Regno dei Serbi Croati e Sloveni, poi trasformato in Regno di Jugoslavia, e nella Federativa Socialista Jugoslavia di Tito gli sloveni avevano un peso e quindi una responsabilità insignificante. Ho sperato che la Repubblica di Slovenia avrebbe colto quest’occasione per prendere le distanze e condannare gli atti del Regno di Jugoslavia e della Federativa Jugoslavia di Tito, come ha fatto da tempo la Repubblica di Croazia. L’Italia, da parte sua, ha denunciato da mezzo secolo le ritorsioni fasciste su Sloveni e Croati in Italia, che non hanno certo sanato la pulizia etnica in Dalmazia iniziata a danno degli Italiani dal 1920 in poi.
Vero è che dal Narodni Dom, ospitato in una parte dell’Hotel Balkan, sono stati sparati molti colpi d’arma da fuoco e gettate bombe a mano e che i pompieri non hanno potuto spegnere l’incendio dell’Hotel a causa di continue esplosioni di materiale bellico, presente nella sede dell’organizzazione “culturale” nominalmente slovena, allora guidata da ufficiali del nascente esercito serbo-croato-sloveno.
UN' OCCASIONE PERDUTA
I Presidenti della Repubblica Italiana, Slovena e Croata, tutti ex comunisti, il 13 luglio scorso, in Trieste, hanno perso l’occasione della loro vita non andando in pellegrinaggio alla Foiba di Basovizza. Questo sì che sarebbe stato un gesto di portata storica! Avrebbero chiesto perdono a quelle vittime innocenti, offese anche dal lungo silenzio. Avrebbero ammesso le colpe di Tito e del suo regime. Si sarebbero manifestamente dissociati, non solo a parole, da quella perversa ideologia, perniciosa ovunque sia giunta. Archiviato il passato, avrebbero davvero potuto creare le giuste premesse per costruire insieme un comune futuro migliore per tutti.
La visita al Balkan, poi, è stata un gratuito cedimento a pretese altrui. L’incendio deve essere visto nel quadro delle vicende di quel momento storico! Si ricordi quanto è successo prima in Piazza dell’Unità d’Italia (uccisione di Giovanni Nini) e a Spalato (uccisione del Comandante Tommaso Gulli e del motorista Aldo Rossi). Si ricordi che, in quell’occasione, c’è stato un solo morto ammazzato: un Ufficiale del Regio Esercito, colà comandato in servizio d’Ordine Pubblico, il Tenente Luigi Casciana. (A proposito: qualcuno sa dove è finita la targa che lo ricordava e che era affissa all’interno di quell’immobile?)
Gen. Riccardo Basile
Non solo Balkan: le aggressioni alle sedi della Lega Nazionale
NON SOLO BALKAN
Le aggressioni alle sedi della Lega Nazionale, simbolo
dell’identità italiana
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LA LEGA NAZIONALE E I DALMATI NEL MONDO HANNO RICORDATO LE VITTIME DI SPALATO
“Qualcuno ha definito la nostra cerimonia, una manifestazione contro, niente di più errato” ha esordito con queste parole Renzo de’Vidovich, Presidente del Comitato onoranze ai caduti di Spalato del 1920, alla cerimonia nel 90°Anniversario dei fatti di Spalato dell’11 luglio. Vittime della contrapposizione nazionalista ed anti-italiana vengono uccisi Tommaso Gulli e Aldo Rossi.
“Non può essere che un’occasione per ribadire il contributo dei Dalmati alla storia di queste nostre terre che anche attraverso il loro sacrificio deve essere insegnata ai giovani” – ha continuato de’Vidovich che annuncia il prosieguo delle manifestazioni anche nei prossimi giorni, in particolare il prossimo martedì con diversi appuntamenti in vari luoghi della città ma nel rispetto del protocollo previsto per il concerto del M.ro Muti al quale interverranno i Tre Presidenti. La cerimonia dedicata a Gulli e Rossi si è svolta sul Piazzale Rode e Straulino, davanti al Monumento ai Marinai d’Italia alla presenza del Gonfalone della Città di Trieste, degli stendardi delle Associazioni degli Esuli e dei labari delle Associazioni d’arma.
L’uccisione del comandante della nave Puglia , Gulli e del tenente Rossi “segna l’inizio della seconda pulizia etnica – spiega de’Vidovich - attuata ai danni degli italiani di Dalmazia tra ili 1920 ed il 1940 dal Regno dei Serbi Croati e Sloveni, poi Regno di Jugoslavia”.
TELEGRAMMA DI ITALO GABRIELLI AL PRESIDENTE NAPOLITANO
Riceviamo dal prof. Italo Gabrielli, del Gruppo Memorandum 88, e pubblichiamo il testo del telegramma spedito al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:
ON. GIORGIO NAPOLITANO
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
PALAZZO DEL QUIRINALE
ROMA
Egregio Presidente,
istriani, fiumani e dalmati hanno dimostrato loro civiltà ed amore pace, rifiutando di reagire con violenze contro violenze jugoslave ed hanno scelto l’esilio come unica autodeterminazione concessa.
Benvenuto il concerto di riconciliazione, ma solo dopo pentimento sloveno-croato, espresso con decisi provvedimenti per ripristinare diritti umani violati. Discriminando italiani, negando restituzione beni e quindi ritorno si violano anche principi UE.
Per suoi sentimenti patriottici comprenderà inopportunità avallare con sua presenza , rappresentante popolo italiano, onoranze lapide esuli (misero sostituto alla negata visita Foiba Basovizza), vittime genocidio, da parte governi sloveno e croato, eredi RSFJ di Tito e ricettatori beni espropriati.
Onoranze slave rappresentano conferma esilio perpetuo, pietra tombale su esuli superstiti ed eredi, cancellazione istriani, fiumani e dalmati dalla terra e dalla storia. Eviti che sua presenza a lapide rappresenti ripudio madre patria dei suoi figli migliori.
Con doverosi ossequi. Italo Gabrielli – Gruppo Memorandum 88 – 10 luglio 2010
RICORDO DEI VOLONTARI IRREDENTI IL 19 LUGLIO
Lunedì 19 luglio 2010, sul Monte Calvario (Podgora) , in provincia di Gorizia, si terrà la solenne commemorazione in ricordo dei Volontari Irredenti Giuliano Dalmati, caduti sul Monte Podgora il 19 luglio 1915 nel 95° anniversario del loro sacrificio.
Questo il programma:
- Ore 11.00 deposizione di una corona, congiuntamente all’Arma dei Carabinieri, al Monumento Nazionale sul Podgora
- Ore 11.20 deposizione di una corona al Cippo dedicato ai Volontari Irredenti Giuliano Dalmati caduti nel 1915
La cerimonia viene organizzata in collaborazione con l’Unione degli Istriani.
Un pullman sarà gratuitamente a disposizione dei partecipanti con partenza da piazza Oberdan alle ore 9.00; le prenotazioni presso la Segreteria dell’Unione degli Istriani allo 040 636098 , dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle ore 12.
MENIA, SOLUZIONE IPOCRITA, AL CONCERTO NON CI SARO'
Il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia, che è anche vicecoordinatore regionale del Pdl in Friuli Venezia Giulia, giudica "assolutamente ipocrita" la scelta per la quale il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e i Presidenti di Slovenia e Croazia, a Trieste il prossimo 13 luglio per il "Concerto dell'amicizia" di Riccardo Muti, renderanno omaggio all'ex hotel Balkan e al monumento all'Esodo, ma non alle Foibe, e per questa ragione non sarà presente al concerto.
"Non è obbligatorio cantare sempre nel coro - ha detto Menia raggiunto da Shanghai (Cina), dove è in missione istituzionale - e io trovo quella adottata una soluzione assolutamente ipocrita. Ci siamo fatti imporre a casa nostra - ha aggiunto - uno spartito scritto da altri". Nei giorni scorsi, rispondendo alle richieste dei giornali di Lubiana affinchè il Presidente sloveno, Danilo Turk, rendesse omaggio all'ex hotel Balkan, un albergo della comunità slovena incendiato proprio il 13 luglio di 90 anni fa dai fascisti, Menia aveva proposto che i tre Capi di Stato facessero tappa anche al Monumento nazionale delle Foibe a Basovizza, sul Carso triestino.
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GAMBASSINI A NAPOLITANO : TEMPI NON MATURI
APPELLO CONGIUNTO AL CAPO DELLO STATO: NO A CERIMONIE UNILATERALI E PARZIALI
Lettera di Lacota, Sardos Albertini, Staffieri e Delbello a Napolitano
Appello congiunto al capo dello Stato: no a cerimonie unilaterali e parziali
L’Unione degli Istriani, la Lega Nazionale e la Federazione Grigioverde delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma hanno ribadito oggi con una comune lettera-appello al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la loro motivata contrarietà a qualunque ipotesi di svolgere una cerimonia congiunta dei tre presidenti all’ex Hotel Balkan e, di seguito, al monumento all’Esodo di Piazza della Libertà.
Nel telex inviato questo pomeriggio al Quirinale, il presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota, il presidente della Lega Nazionale avv. Paolo Sardos Albertini, il vice presidente della Federazione Grigioverde com. Giulio Staffieri ed il direttore dell’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste e membro della Commissione della Presidenza del Consiglio dei Ministri per il conferimento delle onorificenze ai congiunti degli Infoibati, dott. Piero Delbello, hanno unanimemente chiesto a Napolitano di non accogliere la proposta unilaterale del presidente sloveno Danilo Türk che, nel pretendere la visita congiunta all’ex Balkan nel novantesimo anniversario dell’incendio, ha volutamente evitato ogni riferimento all’eventualità di una sosta al Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza, vero simbolo della tragedia di Triestini, Goriziani, Istriani, Fiumani e Dalmati durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
“La targa di piazza Libertà che ricorda gli effetti della violenta azione snazionalizzatrice della Jugoslavia di Tito nella Venezia Giulia, l’Esodo dei 350.000” ha commentato Massimiliano Lacota facendo riferimento all’eventualità di una sosta congiunta dei tre presidenti al Monumento di Piazza Libertà “non facendo alcun riferimento alle cause che lo generarono, ovvero le foibe, il terrore e le persecuzioni titine, è un luogo inadeguato per un gesto sincero e realmente efficace”.
Considerando il ritorno di una simile commemorazione non solo del tutto privo di valenza storica e civile ma, anzi, come un gesto contrario a quella pacificazione tra i popoli che deve passare attraverso il mutuo riconoscimento delle tragedie sia subite che imposte, l’Unione degli Istriani, la Lega Nazionale e la Federazione Grigioverde hanno invitato il presidente Giorgio Napolitano a non aderire all’incontro trilaterale se non in una futura occasione concordata con adeguata tempistica, coinvolgendo tutte le parti interessate, ed accompagnata da un sincero spirito di pacificazione e non da pretese ed imposizioni unilaterali.
Unione degli istriani: L’incendio del Balkan non può essere paragonato a Foibe ed Esodo
L’Unione degli Istriani interviene sul concerto del 13 luglio: le pretese slovene sono contrarie ad ogni spirito di sincera riconciliazione
Lacota: L’incendio del Balkan non può essere paragonato a Foibe ed Esodo
Annunciata la partecipazione alle cerimonie in memoria di Casciana, Ninni e Roblek
L’Unione degli Istriani interviene nuovamente in merito alla crisi diplomatica legata al concerto “Le Vie dell’Amicizia”, programmato il 13 luglio prossimo a Trieste con la direzione del Maestro Riccardo Muti, alla possibile presenza dei presidenti della Repubblica di Slovenia, Croazia ed Italia.
Il presidente, Massimiliano Lacota, ha rimarcato oggi la sostanziale differenza tra i fatti del 1920 e la portata di tragedie quali le foibe o l’Esodo degli italiani: “L’incendio del Balkan è un episodio preciso e circostanziato del Novecento che non può assolutamente essere parificato ad un fenomeno storico di vasta portata come il progetto di pulizia etnica perpetrato dalla Jugoslavia di Tito a danno degli italiani della Venezia Giulia per mezzo degli infoibamenti e dell’Esodo”, ha avuto modo di dichiarare Lacota riferendosi all’episodio di novant’anni fa, nel corso del quale venne peraltro ucciso il tenente dei Carabinieri Luigi Casciana, dilaniato da una granata lanciata dal Balkan mentre tentava di sedare i tumulti di piazza.
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Corona dei Dalmati per il tenente Casciana sull’ex Balkan
La decisione dell’Università di Trieste di ospitare (non so a quale titolo) la sede del Narodni dom in spazi dedicati allo studio ed alla ricerca scientifica, lascia ben comprendere la richiesta del Presidente della Repubblica slovena Türk di rendere omaggio all’ex Hotel Balkan.
Sull’edificio non vi è alcun cenno al ferimento a morte del tenente del regio Esercito Luigi Casciana che difendeva con un plotone di soldati italiani ed una postazione di mitragliatrice l’Hotel Balkan e non si capisce a quale titolo l’Università di Trieste abbia dato al Narodni Dom una sede universitaria, anche perché questa organizzazione è stata al servizio dell’Austria, poi degli jugoslavisti del Regno dei Serbi Croati e Sloveni nel 1920, poi Regno di Jugoslavia e dalle finestre di questa organizzazione è stata lanciata la bomba che ha ucciso il tenente Casciana, episodio che turberà gravemente il clima (già arroventato per l’uccisione a Spalato di Tommaso Gulli e Aldo Rossi due giorni prima e di Giovanni Nini, ucciso in Piazza Unità lo stesso giorno) e sarà determinante nel successivo incendio del Balkan.
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LA DELEGAZIONE DI MILANO SULLA VISITA DEI TRE PRESIDENTI
Sono Godeas Gianantonio e Faccio queste considerazioni informando il lettore che ho mandato al Presidente Napolitano alcune note informative, sull’incotro ipotizzato a Trieste con i Presidenti Sloveno e Croato affinché non cada nel tranello slavo il cui scopo non è una impossibile riconciliazione ma solo una ennesima umiliazione della identità italiana. offendendo ancora una volta gli istriani ed i dalmati e prestandosi al gioco slavo che vuole “tutto” senza nulla concedere all’Italia avendo sottratto la Venezia Giulia e la Dalmazia e rubando i beni degli italiani.
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I TRE CAPI DI STATO A TRIESTE
L’avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale, ha rilevato come estremamente positiva l’eventuale presenza dei Capi di Stato di Italia , di Croazia e di Slovenia in Piazza dell’Unità d’Italia in occasione del concerto di Riccardo Muti.
Il Presidente della Lega, al contempo, ha stigmatizzato la richiesta assolutamente provocatoria di quanti vorrebbero abbinare a tale evento la visita all’ex sede del Balkan.
Non si può infatti dimenticare che l’incendio di quella sede venne preceduta da altri incendi nella nostra città e cioè: nel 1898 incendi delle scuole della Lega Nazionale a Santa Croce e Duino Aurisina; il 23 maggio 1915 l’incendio della sede della Lega Nazionale di via Mazzini (contemporaneamente alle sedi della Società Ginnastica Triestina e del Piccolo); nel 1928 l’incendio della scuola scuola materna e del doposcuola della Lega Nazionale ad Opicina.
La vicenda del Balkan, se vuole essere ricordata, va inserita necessariamente nel suo contesto storico e vanno quindi ricordate anche tutte queste aggressioni subite dalla Lega Nazionale proprio in quanto espressione dell’identità italiana di Trieste.
L’avv. Sardos, infine, ha rilevato che, proprio in termini di riconciliazione, l’unica visita che sarebbe da abbinare al concerto in Piazza dell’Unità d’Italia è quella al Sacrario della Foiba di Basovizza a testimonianza che i Capi di Stato delle nuove Repubbliche di Croazia e di Slovenia non si ritengono continuatori dei crimini e degli eccidi compiuti dai comunisti jugoslavi del Maresciallo Tito.
UNA PRESA DI POSIZIONE DELLA FAMIGLIA POLESANA ADERENTE ALL'UNIONE DEGLI ISTRIANI
Riceviamo dal Presidente della Famiglia Polesana, Gen. Riccardo Basile, il seguente documento che pubblichiamo:
PACIFICAZIONE SI , RISCHIO DI SUBIRE ALTRE OFFESE, NO!
E’ crescente il numero degli Esuli che, sollecitati da alcuni loro autorevoli rappresentanti, si dice disposto a lasciare a casa memorie e lacrime per recarsi oltre i vecchi confini ad intavolare un dialogo alla pari, come se niente fosse accaduto, con i “Rimasti”. Tutto ciò al nobile fine di costruire tutti insieme un comune futuro di pace e di progresso.
Sostengono, costoro, che bisogna andare incontro alle comunità “italiane” di quei Paesi, parlare con loro nel dialetto proprio di quelle contrade, nell’intento di far rivivere la lingua e con essa, possibilmente, anche gli usi e i costumi dei comuni Padri.
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