I RAGAZZI DEL '53
MEDAGLIA D'ORO AI CADUTI DEL '53
A Trieste il 5 e 6 novembre 1953 sono caduti sotto il fuoco dell'esercito di occupazione alleato gli ultimi martiri per l'Italia.

 

A SOSTEGNO DELLA MEDAGLIA D'ORO

La Lega Nazionale ha chiesto l'appoggio di istituzioni e forze politiche alla propria richiesta al Capo dello Stato.

In particolare sono stati interessati i parlamentari triestini, il Sindaco e il Presidente della Provincia di Trieste.

La Lega Nazionale ha ricevuto diverse conferme verbali di appoggio alla propria iniziativa, in particolare il Vicepresidente del Consiglio e Presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, ha inviato una lettera che proponiamo nel nostro bollettino.

Il Presidente della Provincia, a sua volta, ha espresso pubblica adesione con il seguente comunicato:
"Pieno e fortemente convinto sostegno della Provincia di Trieste all'iniziativa della Lega Nazionale mirata alla concessione della Medaglia d'Oro alla memoria dei sei caduti triestini durante le tragiche giornate del 5 e 6 novembre 1953; ad annunciarlo è il Presidente dell'Amministrazione di Palazzo Galatti, Fabio Scocimarro, dopo che nelle scorse settimane una richiesta ufficiale in tal senso è stata fatta pervenire dal Presidente della Lega Nazionale, Paolo Sardos Albertini, al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.
…… Ho condiviso in particolare la motivazione - ha affermato il Presidente Scocimarro - che Pierino Addobbati, Erminio Bassa, Saverio Montano, Francesco Paglia e Antonio Zavadil, tutti soci della Lega Nazionale, sono stati gli ultimi Eroi del Risorgimento nazionale. Questi nostri concittadini, oltre a rappresentare nel modo più completo la realtà giuliana sia da un punto di vista anagrafico (dai 15 anni di Addobbati ai 65 di Zavadil) che sotto il profilo sociale e culturale (studenti universitari, operai e impiegati), erano accumunati dalla convinzione che l'identità di Trieste era in primo luogo italiana e che l'Italia doveva ritornare in queste terre.
Sono certo che il Presidente della Repubblica - ha concluso il Presidente Scocimarro - da sempre interprete autorevole e sensibile dei valori nazionali, saprà comprendere che un atto di questo genere costituirebbe il modo più degno per ricordare e celebrare il definitivo ricongiungimento di Trieste con l'Italia, ferma restando, se necessaria, la mia incondizionata disponibilità a sensibilizzare sull'argomento pure le altre principali cariche istituzionali dello Stato".