LEGA NAZIONALE
La Lega Nazionale per i giovani
Presentiamo alcuni documenti che raccontano la storia della Lega Nazionale

"La legge e il diritto ci hanno assicurato ieri la conservazione del più caro dei beni: la lingua, la nazionalità nostra. Per la legge e nella legge rimane la Lega Nazionale" (Il Piccolo - 29-10-1890)

Così l'inviato del "Il Piccolo" concludeva il suo servizio da Vienna del 28 ottobre 1890, dopo aver assistito , presso il Tribunale dell'Impero, quello austroungarico, al dibattito ed alla sentenza con la quale lo stesso Tribunale riconosceva che il Ministro dell'Interno, vietando la costituzione della Lega Nazionale, aveva violato il diritto di associazione garantito dalle Leggi fondamentali dello Stato.

L'azione della Lega sarà particolarmente incisiva proprio per la sua posizione sempre rigidamente vincolata "col permesso della legge" (dall'inno "Viva Dante") e indirizzata , senza intendimenti rivoluzionari, agli interessi delle classi sociali più diseredate.

Le elargizioni, allora consistenti, furono sempre rigorosamente finalizzate a questo impegno. Già nel 1893 era stata aperta la prima scuola elementare a San Colombano presso Capodistria seguita dagli asili di Pisino, Piedimonte e Ponte Isonzo.

Nel primo decennio di vita la Lega Nazionale contava già 16 scuole popolari di 6 corsi, con sezioni maschili e femminili, e 14 asili disseminati dal Trentino al Friuli Orientale, a Trieste, nell'Istria e in Dalmazia.

Particolari attenzioni venivano prese nella costruzione di questi eleganti edifici, conformi alle più severe prescrizioni igieniche, atti ad accogliere fino a 80 allievi.

Ma uno dei fiori all'occhiello di cui la Lega andava, fiera era stata la costruzione nel 1894 della Scuola Professionale di Santa Croce, sul Carso Triestino, con tre corsi per allievi scalpellini in considerazione della vicinanza con la limitrofa "Cava Romana", edificata su disegno dell'architetto Giorgio Polli, uno dei più qualificati progettisti, che a Trieste ha lasciato una notevole impronta con la realizzazione di bei palazzi. Oggi la superba palazzina, tutt'ora esistente, ospita la Scuola Media Statale di Santa Croce ed è dedicata al Caduto irredento Claudio Suvich.

Ogni scuola della Lega veniva a costare annualmente, 3.000 corone per il mantenimento dei maestri, e altre 20.000 per l'arredo scolastico. Negli asili d'infanzia funzionava la refezione e grazie alla presenza del Comitato Signore venivano distribuiti calzature e vestiario.

Tale intensa attività venne riconosciuta anche dal Governo austriaco e quattro di queste scuole furono parificate agli istituti comunali.

Per oltre un decennio la Sezione Adriatica, con sede a Trieste e con giurisdizione su tutta l'Istria, si identificò in Riccardo Pitteri, che seppe, durante la sua presidenza (1902 - 1914), imprimerle un maggior dinamismo, vuoi per il suo bagaglio culturale, vuoi per il suo pragmatismo e la sua semplicità, anche nei lavori più umili. 

Di famiglia abbiente, il padre era stato podestà della città, dedicava gran parte della giornata alla corrispondenza; ascoltava quanti a Lui ricorrevano per desideri o singole proposte, o per studiare altri modi per far aumentare i proventi al Sodalizio. Quanti lo hanno visto al lavoro hanno riportato quasi un sentimento di commozione per la semplicità della stanza che fungeva da ufficio e anticamera, sita al n. 6 della via Nuova (oggi via Mazzini), con i soli mobili necessari, perchè i soldi non fossero sciupati in spese superflue d'affitto e dove il comune tavolo da lavoro era condiviso dal segretario (Giorgio Pitacco) e dal contabile. Non disdegnava scrivere gli indirizzi, appiccicare francobolli e portare personalmente ad imbucare la corrispondenza. Soleva dire "meglio un maestro di più e un impiegato di meno".

Dal Pitteri la Lega ricevette non solo il lavoro quotidiano, ma soprattutto un nuovo metodo ed un nuovo principio che si estrinsecavano nella sua personale bontà. I temi della pacifica collaborazione e della reciproca concordia vennero più volte esposti con chiarezza nei suoi molteplici discorsi pronunciati nei vari congressi e nelle adunanze del Gruppo di Trieste.

Per l'impegnativa opera che la Lega si prefiggeva era necessario un notevole e stabile sforzo finanziario e un costante aiuto. Ed ecco che, oltre ai canoni sociali ed alle cospicue elargizioni, entrano in circolazione le cartoline realizzate dagli artisti più insigni dell'epoca, i francobolli chiudilettere, i calendari, le scatole di fiammiferi, ventagli, bicchieri con impressi i simboli del Sodalizio, le medaglie commemorative e quant'altro poteva contribuire alle casse della Lega.

Una fonte inesauribile erano soprattutto i risparmi degli studenti che settimana dopo settimana devolvevano il loro obolo. Essi provvedevano alla edizione di giornali scolastici e di "numeri unici" il cui ricavato veniva versato all'amministrazione della Lega. Encomiabile e storica fu la raccolta tra i maturi del Liceo Dante nel 1913, i quali elargirono la rilevante somma di 10.000 corone.

 

 

Dalla presentazione dell’album ‘ISTITUTI SCOLASTICI DELLA LEGA NAZIONALE”edito dal Sodalizio nel 1911


scuole della Lega Nazionale 1928 Clicca per vedere la mappa delle scuole della Lega Nazionale del 1928

 

 




 

 

 

 

 

 

brano tratto da:

La Lega Nazionale per i giovani - Breve storia dei suoi istituti educativi e delle sue colonie in cent'anni di vita - 1891-1991

di Aldo Secco - Ed. Lega Nazionale