LEGA NAZIONALE
Visite guidate alla Foiba di Basovizza
il resoconto e le impressioni di un accompagnatore

 

I VISITATORI DELLA FOIBA DI BASOVIZZA

Mi capita spesso di fare da Cicerone a comitive in visita al Sacrario di Basovizza.

Ciò mi pone in una posizione privilegiata per osservare l'interesse che desta il Monumento più rappresentativo della tragedia giuliana nei confronti di chi gli si accosta, spesso per la prima volta, con volontà di sapere o per semplice curiosità.
Ne scaturiscono dati di esperienza che ritengo meritevoli di attenzione, utili per predisporre servizi di informazione adeguati alla richiesta della domanda e convincenti sul piano della chiarezza, della completezza e della fondatezza storica.

I gruppi che si succedono davanti alla grande Tomba sono di varia estrazione.

Più frequentemente sono costituiti da scolaresche accompagnate dai propri insegnanti. Questi ultimi solitamente si mostrano capaci, sensibili, quasi sempre all'altezza del ruolo, seppure spesso, totalmente o quasi, all'oscuro dei terribili fatti di quel tragico periodo storico, dall'8 settembre 1943 al 12 giugno 1945 (e oltre!). I giovani rivelano sincero interesse. Appaiono veramente ansiosi di ascoltare una parola chiarificatrice sul martirio delle Genti Giulie. Sono più preparati del previsto. Pendono dalle labbra dell'espositore, pronti ad avanzare la domanda che dovrebbe sedare i dubbi che travagliano i loro animi. Sono incuranti del trascorrere del tempo: tocca agli insegnanti richiamarli alla realtà e ricordare loro l'esigenza di dovere riprendere il viaggio!

Altre volte, i visitatori, sono Soci di un'Associazione culturale. In tale circostanza le attese degli intervenuti sono più esigenti, più attente alle aggettivazioni, alle deduzioni. Le loro domande sono più sottili, talvolta persino malevole. Tendono a portare nel pericoloso campo politico dei giorni nostri. Gli intervenuti incalzano il Cicerone sollecitando dati, testimonianze, raffronti, antefatti, richiamando responsabilità storiche, passate e recenti, mal digerendo, in sostanza, l'incontestabile verità del disegno espansionistico slavo comunista portato avanti con la complicità e l'aiuto fattivo dei comunisti di casa nostra.

Più facili da gestire si mostrano le visite delle Associazioni patriottiche. Fra questi ascoltatori è frequente l'intervento di chi è stato, all'epoca, testimone o addirittura partecipe di azioni militari o di drammatiche vicende. Le emozioni, in questo caso, prendono il sopravvento. La commozione talvolta è davvero tanta, in tutti i presenti, e non è raro vedere spuntare qualche lacrima o sentire qualche forte parola di sdegno.

Diverso, ancora, l'approccio delle comitive di turisti. Questi scendono, vocianti, da pullman stracolmi. Incantati dall'amenità del paesaggio si avvicinano alla Tomba malvolentieri, a passo lento. Rivelano, di fronte all'esposizione dei fatti, gravi carenze culturali. Richiedono nozioni sulla 2^ Guerra Mondiale. Solo dopo avranno orecchie per ascoltare la tragedia dei Martiri delle Foibe e conoscere le iniquità dei trattati di pace che ne seguirono. La loro attenzione, il loro interesse crescono strada facendo, man mano che ci si addentra nella narrazione.

Come si vede i gruppi che si succedono davanti al Sacrario di Basovizza hanno una composizione eterogenea. E' possibile, tuttavia, individuare nei visitatori, pur di ogni estrazione, una comune via alla partecipazione emotiva.

Il primo sentimento che si desta in essi è "l'incredulità".
Stentano, in generale, a convincersi della veridicità di quanto ascoltato. Non pare loro possibile che le cose siano andate proprio come ad essi raccontato. Una volta posti al cospetto di documenti inoppugnabili, di testimonianze autorevoli, di dati inconfutabili, subentra nei loro animi lo sconforto.

"Sgomento" è infatti il sentimento che succede all'incredulità. Questa sensazione travaglia le loro coscienze toccando tutte le corde del comune sentire. Si avverte, in chi ascolta, una sofferenza interiore. Il tormento di non potere fare nulla per modificare lo stato delle cose. Il raccapriccio per le scelleratezze apprese. La partecipazione, per immedesimazione, al dolore delle mamme, dei figli, delle spose, dei Martiri delle Foibe.

Il sentimento che prevale al termine della visita è la "pietà" .
I Visitatori rientrano mesti ai loro lidi, ma paghi di avere adempiuto un gesto che va nel senso giusto, quello della ricerca della Vera Pace.

Tornano alle loro case vedendo accresciuto in loro stessi l'Amore per la Verità e la Giustizia. 

 

Riccardo BASILE

 

 

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