ISTRIA FIUME DALMAZIA
Perseguitati politici
A migliaia di italiani non è stato concesso, al termine della guerra, di mantenere la cittadinanza italiana nè tantomeno di scegliere l'esilio: deportati o rinchiusi nei lager comunisti di Tito, chiedono oggi un riconoscimento dalla loro Patria.
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Perseguitati politici dal regime comunista di Tito: finalmente un atto di giustizia (forse)

Si tratta di cittadini italiani finiti nelle carceri jugoslave, costretti al lavoro forzato, trattenuti – contro la loro volontà- in territorio jugoslavo: la vigente normativa previdenziale italiana li escludeva (e li esclude), contro i più elementari principi di giustizia.

Roberto Berri da anni sta combattendo una battaglia – spesso solitaria – contro tale iniquità. Oggi, finalmente, la sua tenacia sta avviandosi a raccogliere dei frutti.

L’on. Roberto Menia ha presentato alla Camera un progetto di legge (n: 619) che interviene a sanare tale ingiustizia e la XI Commissione (Lavoro pubblico e privato) ha iniziato a discuterlo nella seduta del 27 gennaio 2005. Proposte analoghe erano state presentate anche nelle precedenti legislature, ma non erano mai giunte alla presa in esame. L’augurio è che questa volta il Parlamento italiano faccia finalmente il suo dovere e porti all’approvazione di questa legge che recita “ norme per il riconoscimento della qualifica di perseguitato politico e dei diritti previdenziali agli esuli istriani, fiumani e dalmati trattenuti in territorio jugoslavo”.

 

Comunicato 12/02/2005