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L.N. del. FRIULI
Riflessioni sull'eccidio di Stremiz
Alla manifestazione di Stremiz hanno partecipato i rappresentanti della
Delegazione del Friuli con le bandiere della Delegazione.
> Lega Nazionale > Friuli
Il Primo maggio, Festa dei Lavoratori, mi sono recato a Stremiz, un'amena località sita in Comune di Faedis, nelle vicine Prealpi Giulie. Il luogo, senz'altro ideale per trascorrere una bella giornata primaverile, di per sé si presta alla riflessione anche per un giovane ventunenne come me. Tuttavia lo scorso lunedì, l'atmosfera era ancor più particolare: una manifestazione, pacifica e ordinata nonostante i molti aderenti di ogni età e collocazione partitica, ricordava dei Caduti. Precisamente, alcune donne e diversi militari della Repubblica Sociale Italiana (tra cui appartenenti alla Xa MAS e alla GNR) ivi uccisi dai partigiani "garibaldini" nel 1945, a guerra conclusa. Vittime scomode, delle quali sette cadaveri mutilati sono emersi solo nel 1997 per merito di una coraggiosa signora che ha svelato il luogo ove giacevano le salme, pur non del tutto chiarendo la sorte di altri repubblicani presumibilmente soppressi poco più a valle. Sottolineo "coraggiosa" in quanto la testimone era cosciente dell'inopportunità di certe memorie, tant'è che a cinquant'anni da quella tetra stagione ella ha incredibilmente ricevuto dei non proprio cortesi ammonimenti da parte di chi era interessato alla segretezza del tutto. Una vicenda non solo atroce ma significativa per diversi motivi. In primis, agli assassinati di Stremiz non era imputato alcun crimine se non quello dettato dalla militanza nelle Forze Armate di uno Stato militarmente vinto o dalla presunta simpatia per ideali evidentemente non condivisi; il che, mi consentano gl'amici tifosi della resistenza comunista slavo-friulana, non integra illeciti giuridici né tanto meno pretese inferiorità morali. In secondo luogo, l'episodio di Stremiz è un esempio calzante, dalle seppur ridotte proporzioni numeriche, dell'inedita epurazione bolscevizzante che investì l'Italia (e non solo) nei periodi successivi alla cessazione delle ostilità: Triangolo Rosso o della Morte, Oderzo, Schio, Garfagnana, M. Pizzoc, Piazzale Loreto, con la tragedia delle Foibe, sono solo pochissimi simboli di un massacro di massa che tra il 25 aprile 1945 ed il 1950 ha mietuto più di 45.000 compatrioti Caduti. Erano ex appartenenti alla RSI, fascisti, presunti tali, civili sgraditi, partigiani democratici anticomunisti, marxisti troppo informati o dissidenti, la cui stragrande maggioranza non aveva responsabilità o macchie penali di sorta, anzi. Ora, io ritengo che la pacificazione nazionale non prescinda dal riconoscere dignità a chiunque si sia battuto lealmente per le proprie idee e per la propria Bandiera; e semmai sia deprecato, salva la pietas dovuta ai deceduti e senza distinzioni ideologiche, chi si macchiò di nefandezze ed in mala fede tradì l'interesse nazionale. Perciò, invito i concittadini coscienziosi, di destra o di sinistra, ex repubblicani od ex resistenti, cristiani o ebrei, a recarsi in quel di Stremiz, magari il prossimo Primo maggio. E, da Italiani, offriamo un rispettoso pensiero a chi cadde per la Patria, qualsiasi uniforme abbia vestito: ci sentiremo intimamente migliori e nessuno ci fischierà! Marco Pascoli
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