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Pillole di Storia: 103 anni fa venivano devastati e incendiati la sede della Lega Nazionale e altri luoghi simbolici triestini, rei di essere filo-italiani

Era il 23 maggio del 1915, domenica di Pentecoste, quando, a seguito della diffusione della notizia della Dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria, attentatori rimasti impuniti misero letteralmente a ferro e fuoco le sedi di luoghi, pubblici e privati, ritenuti simbolici in chiave irredentista.

Gli autori degli atti violenti e vandalici furono diverse decine di persone, forse un centinaio, ignote, ma identificate nelle ricostruzioni storiche come manifestanti reclutati nei quartieri popolari di Cittavecchia, Barriera e San Giacomo (elementi lealisti, provenienti per lo più dal ceto impiegatizio, e donne e uomini di ceto popolare, spesso disoccupati, mossi da un sentimento misto fra attaccamento all’Impero e anelito di rivalsa sociale) e tra le fila della Lega patriottica della gioventù, non destinata al fronte della Galizia. Certi, invece, sembrano i mandanti, ovvero i comandi militari asburgici i quali poterono pianificare e organizzare la spedizione, godendo della protezione della polizia.

A tal proposito, lo storico Almerigo Apollonio, il quale ha dedicato un capitolo del suo saggio in due volumi «La "belle époque" e il tramonto dell'Impero asburgico sulle rive dell'Adriatico (1914-1918)» a questi avvenimenti, scrive: “Le prove documentali delle responsabilità furono distrutte prima della fine del conflitto. Negli archivi di Vienna sono reperibili le relazioni, certamente false, delle quali a Trieste non sono rimaste copie”.


 

La Lega Nazionale e i documentari

liberamente tratto da "Documentari e cinegiornali sulla questione giuliana (1943-1954)" di Ottavia Sardos Albertini ricostruiamo il legame tra le Lega Nazionale e i documentari del dopoguerra

 

Del 1947-1948 è il documentario "Genti Giulie" realizzato per la Lega Nazionale - sezione di Monfalcone con la collaborazione di vari operatori, fra cui Piero De Vescovi e Giovanni Ivessa, del giornalista Italo Orto e, per quanto riguarda la stesura del testo da inserire nel documentario, di Gino Villasanta, con soggetto dell'ing. Graziano Radimiri (allora Presidente della Lega Nazionale sezione di MOnfalcone) , sceneggiato e realizzato da G.A. Vitrotti e C. Pelizzon, e adattamento musicale del m.o Mancini.

L'idea di questo lavoro venne alla Lega Nazionale dopo essere entrata in possesso di una ripresa dell'arrivo delle truppe italiane a Monfalcone, il 15 settembre 1947, realizzata da Ivessa, un polesano che nella sua città d'origine era stato proprietario di due cinematografi e che al momento di abbandonare Pola aveva potuto portare via le apparecchiature e una cinepresa.

Ivessa era un cineoperatore amatoriale e la ripresa che aveva effettuato l'aveva girata con una cinepresa Erneman con trascinamento a manovella della pellicola, con un unico obiettivo grandangolare e con magazzino di 120 metri, corrispondenti a circa quattro minuti di immagini, che fu girato completamente; la pellicola conteneva un solo campo lungo della piazza della città con i soldati e la folla, ripreso da un balcone.


 

Non solo Balkan: le aggressioni alle sedi della Lega Nazionale

NON SOLO BALKAN

Le aggressioni alle sedi della Lega Nazionale, simbolo dell'identità italiana

1898

Agli inizi del 1900, la Lega Nazionale poteva annoverare 49 Gruppi Locali della Sezione Tridentina, 76 di quella Adriatica e 12 della Dalmazia, con un totale di 25 mila soci.

Ma per l'Istituzione la vita non era facile. Infatti dovette sopportare a più riprese, oltre alla diffidenza della polizia, anche angherie, vandalismi, atti intimidatori: vennero presi infatti di mira e danneggiati gli edifici di San Croce di Trieste , di Sebenico, di Borgo Erizzo (a Zara) .

Venne assaltata con mano armata la scuola non ancora finita di Duino e furono abbattute le porte, le finestre, i pilastri e il tetto.

Ma nonostante tali vessazioni, la Lega continuava ad innalzare le sue scuole, formidabile tutela del glorioso patrimonio della lingua e della cultura italiana.


 

La Lega Nazionale e i fatti del '53. Trieste e il Governo Militare Alleato - di Paolo Sardos Albertini

Trieste e il Governo Militare Alleato

"La Lega Nazionale invita la cittadinanza ad esporre il tricolore". Bastavano queste poche parole perché il giorno dopo Trieste fosse tutta avvolta di bandiere e perchè la strade e le piazze della città di San Giusto si riempissero di cittadini bramosi di esprimere e testimoniare la propria identità italiana.


 

La Lega Nazionale e i fatti del '53. Ri - nasce la Lega Nazionale - di Paolo Sardos Albertini

Ri - nasce la Lega Nazionale

Dal primo maggio 1945 la politica triestina avrà come tema centrale lo scontro tra due schieramenti: da un lato il partito italiano, in cui la Lega Nazionale sarà l'espressione più esplicita e formale, ma che comprenderà tutte le forze politiche che si ritrovano nello schieramento degli Usa e dell'Occidente; dall'altro gli slavo-comunisti, che si coagulano attorno al Partito Comunista e che raccolgono gran parte del consenso etnico sloveno (anche se non comunista).

 

La Lega Nazionale e i fatti del '53. Un protagonista: Don Marzari - di Paolo Sardos Albertini

Un protagonista: Don Marzari

Lo strumento del Comitato di Liberazione Nazionale, che era servito contro i Nazisti, non poteva venire riproposto pari pari per combattere ora il Comunismo jugoslavo. Occorreva qualcosa di nuovo e di diverso e, nell'individuare e realizzare tale novità, il ruolo di don Edoardo Marzari appare sicuramente determinante e decisivo.

 

IDENTITA’ E NAZIONE – ITALIA E LIBERTA’

Il lavoro di Diego Redivo ci propone una accurata ed approfondita analisi della Lega Nazionale, lungo l’arco dei cento e dieci anni della sua storia. Un’opera, la sua, che in qualche modo trova le naturali premesse in un precedente lavoro, quello di Aldo Secco, “In vedetta operosa”, nel quale era stata proposta una cronistoria ricca di fatti, di nomi, di immagini di un secolo di questa associazione(1).

Ma, oltre a questi due autori, altri si sono occupati, con angolazioni più settoriali, di questo argomento: è il caso di Roberto Spazzali e del suo pregevole lavoro sul momento della rifondazione della Lega nel ’46 (2), è il caso del lavoro di Diana De Rosa dedicato alle scuole della Lega Nazionale(3), e delle opere di Aldo Secco (4) e di Alfieri Seri (5). Ed inoltre tutta una serie di altri contributi che, in forma meno diretta e specifica, hanno comunque affrontato aspetti varii della Lega Nazionale.

C’è da chiedersi: come mai tutto questo, come si giustifica questa serie di studi e di lavori su un qualcosa che, alla fin fine, altro non è che una semplice associazione? La realtà vera è che la Lega è certamente una associazione, ma è anche qualcosa di più, un qualcosa di piuttosto diverso. Non è certo un caso che dirigenti ed appartenenti siano usi definirla con il termine, forse un po’ polveroso e vetusto, di “Sodalizio”. Non va dimenticato che questo soggetto, Associazione o Sodalizio che lo si voglia definire, ha coinvolto nel suo operare ben tre secoli: il diciannovesimo, il ventesimo ed ora il ventunesimo. Era stata fondata, la Lega, ai tempi della belle epoque, dei tram a cavallo, dei lumi a petrolio; oggi opera sotto il segno dell’informatica e vanta ovviamente il suo bravo sito su Internet (www.leganazionale.it). Era sorta quando l’Europa era ancora il centro del mondo intero ed il suo assetto politico era stato disegnato al Congresso di Vienna, oggi vive nel mondo globalizzato ed è testimone di quella sorta di quarta guerra mondiale che il fondamentalismo islamico sembra aver promosso contro l’Occidente. E questo lungo, lunghissimo percorso storico della Lega Nazionale si è articolato attraverso un inevitabile, continuo mutamento dei suoi interlocutori, dei suoi avversari, dei suoi rapporti di riferimento con il contesto sociale da cui traeva alimento e sostegno.


 

La Lega Nazionale e i fatti del '53. La discrasia triestina - di Paolo Sardos Albertini

La discrasia triestina

A proposito delle vicende triestine del novembre 1953 Giuseppe Parlato scrive testualmente: "Non stupisce quindi la discrasia sulla percezione e sul ricordo dei fatti alla quale si assiste a seconda che il problema venga visto da Trieste ovvero da qualsiasi altra città italiana Trieste". Discrasia fortemente ed anche soffertamene avvertita dall'opinione pubblica triestina; sovente viene imputata ad una sorta di cronica disattenzione nazionale, nei confronti di ciò che accade in questo lembo d'Italia, ai suoi confini orientali.

 

Alla Lega Nazionale il Premio Triestinità 2004

Al Presidente della Lega Nazionale avv. Paolo Sardos Albertini

OGGETTO : Conferimento del PREMIO TRIESTINITA' 2004 alla Lega Nazionale di Trieste, organizzatrice del Concorso della Canzone Triestina dell' 8 aprile 1954


Siamo veramente onorati di comunicarLe che il nostro Comitato Organizzatore - in occasione del Cinquantenario del Ritorno di Trieste all'Italia - ha stabilito di conferire all'Istituzione che Lei presiede il significativo Riconoscimento d'Onore all'oggetto dedicato ai personaggi e agli Enti che maggiormente hanno contribuito all'apprezzamento della nostra identità e delle nostre radici trasfuse nel sentimento d'italianità. Tale meritoria valutazione - per quanto ci riguarda - è stata ampiamente espressa nello storico e patriottico Concorso della Canzone Triestina del lontano 8 aprile 1954 indetto dal Suo Ente nella nobile aspirazione di un imminente ricongiungimento della nostra città alla Madrepatria.

E' nostri vivo desiderio pertanto di invitarLa nel nostro annuale evento musicale in programma al Politeama il 27 dicembre p.v. per consegnare a Lei - quale Presidente della Sua ammirevole Istituzione - questo rappresentativo Riconoscimento d'Onore.

Il rappresentante del Comitato Promotore del Festival della Canzone Triestina - Fulvio Marion


 

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