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Urizio e le foibe in Friuli: non c’è stata diffamazione

Il Gip ha archiviato le accuse contro lo studioso, presidente della Lega Nazionale.

La figlia del partigiano “Sasso” riteneva che fosse stata offesa la memoria del padre

(articolo di Stefano Bizzi - Messaggero Veneto del 13 GENNAIO 2019 LINK DIRETTO ALL'ARTICOLO)

 

È stata archiviata la denuncia per diffamazione presentata dalla figlia del partigiano “Sasso” Mario Fantini nei confronti del presidente della Lega Nazionale Luca Urizio per le dichiarazioni legate alla presunta foiba di Rosazzo.

La vicenda risale al 2016, quando, in seguito alle ricerche effettuate nei fondi del ministero dell’Interno, della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero degli Affari esteri, era emerso un rapporto secondo cui nella fossa di Rosazzo «sarebbero state gettate dalle 200 alle 800 vittime della Divisione Garibaldi Natisone, sotto la guida di Mario Fantini e Giovanni Padoan».


 

Gorizia, Ricerche storiche della Lega Nazionale

gorizia-1946-4a170La Lega Nazionale di Gorizia ha da poco portato a compimento una missione di estrema importanza per la memoria storica della nostra città.

 

Il sottoscritto, Presidente del sodalizio, ha infatti organizzato la trasferta a Roma per recarsi in visita agli Archivi Centrali di Stato ed a quelli del Ministero degli Affari Esteri assieme al Dott. Ivan Buttignon per dare finalmente ai nostri concittadini molte risposte che storici e ricercatori non sono stati in grado di fornire anche dopo la desecretazione dei documenti avvenuta fin dal 1996 (50 anni dopo il tragico periodo storico che ha sconvolto la nostra città).

 

L'obiettivo è stato raggiunto grazie al supporto operativo del Senatore Alessandro Maran ed il suo staff che ci hanno aperto la strada degli Archivi ed al contributo del Comune di Gorizia alla trasferta stessa.

Dopo giorni di intense ricerche siamo rientrati a Gorizia con oltre mille documenti fotografici molti del tutto inediti. Ritrovati anche, non solo i documenti sulle foibe apparsi anche in un libello pubblicato ultimamente senza citare riferimenti ai fascicoli dell'archivio e chi abbia procurato gli stessi, ma molti altri relativi a questo oggetto. Ritrovate le liste dei deportati prelevati e di quelli rientrati a Gorizia che permetteranno finalmente di chiudere le polemiche sul monumento al Parco della Rimembranza, centinaia di documenti inerenti testimonianze e rapporti sulle violenze subite dagli italiani nel periodo 1943-1946 e tante altre informazioni di primaria importanza.

 


 

C'E' CHI VORREBBE CAMBIARE IL NOME RONCHI DEI LEGIONARI IN RONCHI DEI PARTIGIANI!

Davanti a tanti prioritari irrisolti problemi una proposta grottescamente antistorica, degna dell'Enciclopedia Sovietica che andava a manipolare la foto storiche, campeggia sui network: cambiare il nome di Ronchi dei Legionari in Ronchi dei Partigiani!

Nessuno può modificare la storia ed è pretestuosa qualsiasi divagazione sull'argomento: il 12 settembre 1919 partì da Ronchi la Marcia su Fiume e in seguito la città divenne parte integrante dello Stato italiano!

La Lega Nazionale si allinea senza se e senza ma per il mantenimento dell'attuale denominazione "RONCHI DEI LEGIONARI"

Il Presidente LUCA URIZIO


 

RONCHI DEI LEGIONARI E LEGA NAZIONALE

Rispetto all’articolo apparso sul Piccolo “Ronchi e D’Annunzio nessun legame” e visto che il compito della Lega Nazionale è anzitutto quello di divulgare la cultura sopra ogni appartenenza e orientamento, anche come garanzia pluralistica, puntualizziamo quanto segue.

Primo. Marco Barone reputa la denominazione “dei Legionari” “figlia della cultura fascista”. Peccato che come la stragrande maggioranza degli storici oggi ammette, l’esperienza politica fiumana fu di sinistra da tutti i punti di vista. Basta leggere La festa della Rivoluzione di Claudia Salaris, piuttosto che La Reggenza del Carnaro di Giovanni Luigi Manco o altri centinaia di volumi. La bibliografia sul carattere progressista di Fiume dannunziana è sterminata.

Secondo. Il Barone parla di “equilibri appena maturati dopo la prima guerra mondiale”. Anche qui viene bellamente smentito dalla storiografia: nel ’19 l’ingiusto Trattato di Pace altro non fa che creare disequilibri politici, economici e sociali.

Terzo. L’autore dell’articolo scrive che “la nota marcia su Fiume” “ha anticipato ed ispirato nei gesti, nei simboli, nel linguaggio, la marcia su Roma”. Sbagliato. I gesti, i simboli e il linguaggio sono preesistenti rispetto al fiumanesimo: derivano infatti dalla Grande Guerra o dalla tradizione goliardica, se non addirittura dal Risorgimento garibaldino (anche qui progressista), a partire dalla presa di Roma e del relativo motto “O Roma O morte!”.

Quarto. Barone parla di Resistenza avversa al Poeta soldato. Questo è negazionismo. Ricordiamo invece che parecchi Partigiani s’ispirarono a D’Annunzio, soprattutto nel novero di Giustizia e Libertà. Anche qui, basti leggere il libro già citato del Professor Manco.

Quinto. Sul razzismo di Fiume l’autore incappa in un falso. Nella reggenza fiumana le differenze e le particolarità linguistiche, oltre che religiose, politiche, di orientamento sessuale e di genere venivano non solo rispettate bensì anche incoraggiate.

Per fortuna sono aspetti che buona parte dei Sindaci di sinistra dei Comuni della provincia di Gorizia sanno bene. Lo dimostra la loro massiccia presenza alle commemorazioni che si sono svolte in questi ultimi anni in favore del Poeta-soldato.

LEGA NAZIONALE SEZIONE DI GORIZIA


 

SECONDA REDENZIONE DI GORIZIA: LA LEGA NAZIONALE PROIETTA LA STRADA DEL BERSAGLIERE

Lunedì 16 settembre la Lega Nazionale, l'ANVGD ed il Comune di Gorizia hanno deposto le corone presso il monumento ai caduti al Parco della Rimembranza.

Alle ore 18.30 presso l’UGG, la Lega Nazionale di Gorizia ha quindi celebrato il 66° anniversario della Seconda Redenzione di Gorizia con la proiezione di un video afferente alla Grande Guerra e una conferenza.

La serata si è aperta con il saluto del Presidente Urizio ed il ricordo del VP Mondolfo della seconda Redenzione di Gorizia, intervento che ha emozionato molti dei presenti.

L’Istituto di Ricerche Storiche e Militari dell’Età Contemporanea “Carlo Alfredo Panzarasa” (www.istitutopanzarasa.com) ha quindi presentato e proiettato il documentario in dvd “La strada del Bersagliere”, realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia a partire dal Fondo “Baldesi”, costituito da lettere, cartoline, fotografie ed oggetti appartenuti al Bersagliere Corrado Baldesi, il quale combatté in varie località del nostro territorio durante la Prima guerra mondiale.


 

La scomparsa di Marco Pirina

Con Marco Pirina scompare un ricercatore della verità ed un grande amico di Gorizia

Lunedì scorso nel suo buon ritiro di Dobbiaco moriva a 68 anni, stroncato da un infarto, Marco Pirina, uno dei più profondi conoscitori dei drammi del Confine orientale (ma non solo), delle foibe, delle vendette partigiane. Venticinque anni fa fondava l'Istituto di ricerche storiche "Silentes Loquimur", punto di riferimenti per moltissimi ricercatori. Nell'ultimo quarto di secolo ha pubblicato una trentina di opere storiche, di ricerca, approfondimento. A Marco la definizione di storico andava certamente stretta. Egli, infatti, si è avvicinato alla storia non già per una generica passione verso ciò che costituisce il passato, bensì per la voglia, di cui non fu mai sazio, di conoscere la verità in ordine ad accadimenti di cui non si poteva parlare, veri e propri tabù, come le migliaia di vittime finite nelle foibe per mano titina, ma anche certe atrocità commesse dai partigiani comunisti, senza con ciò nulla togliere a quei tanti partigiani, di cui siamo orgogliosi, che hanno perso o rischiato la vita per difendere il suolo patrio.


 

LA STORIA DEL BERSAGLIERE

In occasione delle celebrazione della seconda redenzione di Gorizia, la Lega Nazionale sezione di Gorizia presenterà il documentario "La storia del Bersagliere" di Lorenzo Lucia e Arnon Debernardi e prodotto dall'Istituto di ricerche storiche e militari dell'età contemporanea Carlo Alfredo Panzarasa; al documentario seguirà l'intervento dello storico Ivan Buttignon. l'Appuntamento è per lunedì 16 settembre alle ore 18.30 presso la sala riunioni dell'UGG in via Rismondo 2 a Gorizia.

 

 


 

16 SETTEMBRE 66° ANNIVERSARIO DELLA SECONDA REDENZIONE DI GORIZIA

Il 16 settembre prossimo, ricorrerà il 66° Anniversario della seconda redenzione di Gorizia. La sezione di Gorizia della Lega Nazionale ha organizzato per le ore 18.30 in  la presentazione, presso la sala del Caminetto dell'UGG, del documentario "LA STORIA DEL BERSAGLIERE", lettere, immagini e ricordi di un  giovane bersagliere durante la prima guerra mondiale  in un percorso che va dalle montagne della Carnia passando per gli scenari del Tarvisiano arrivando alle suggestioni del Carso tra spazi espositivi, recuperi architettonici e musei all'aperto. Alla presentazione seguirà una conferenza con l'intervento di uno storico e non mancherà un intervento a ricordo della Redenzione.

 

Pubblichiamo di seguito un intervento del Vice Presidente della sezione goriziana della Lega Nazionale, Guido Mondolfo, su questa importante data.

 

"Sono passati tanti anni 66 per l'esattezza, e non è senza commozione profonda che si prende la parola, forse riprendendo per un certo momento , un discorso che non fu interrotto, ma che fu soltanto sopito: i giovani di allora, i pochi rimasti, si risentono ancora giovani come allora, guardano al ricordo di quelle giornate, di quelle battaglie, di quegli ideali con gli occhi incantati dei vent'anni, perchè quel ricordo è dentro di noi, fa parte di noi stessi, è un momento incancellabile, determinante della nostra vita. Il momento dei vent anni  quando anche noi fummo contestatori.


 

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