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gorizia-1946-4a170La Lega Nazionale di Gorizia ha da poco portato a compimento una missione di estrema importanza per la memoria storica della nostra città.

 

Il sottoscritto, Presidente del sodalizio, ha infatti organizzato la trasferta a Roma per recarsi in visita agli Archivi Centrali di Stato ed a quelli del Ministero degli Affari Esteri assieme al Dott. Ivan Buttignon per dare finalmente ai nostri concittadini molte risposte che storici e ricercatori non sono stati in grado di fornire anche dopo la desecretazione dei documenti avvenuta fin dal 1996 (50 anni dopo il tragico periodo storico che ha sconvolto la nostra città).

 

L'obiettivo è stato raggiunto grazie al supporto operativo del Senatore Alessandro Maran ed il suo staff che ci hanno aperto la strada degli Archivi ed al contributo del Comune di Gorizia alla trasferta stessa.

Dopo giorni di intense ricerche siamo rientrati a Gorizia con oltre mille documenti fotografici molti del tutto inediti. Ritrovati anche, non solo i documenti sulle foibe apparsi anche in un libello pubblicato ultimamente senza citare riferimenti ai fascicoli dell'archivio e chi abbia procurato gli stessi, ma molti altri relativi a questo oggetto. Ritrovate le liste dei deportati prelevati e di quelli rientrati a Gorizia che permetteranno finalmente di chiudere le polemiche sul monumento al Parco della Rimembranza, centinaia di documenti inerenti testimonianze e rapporti sulle violenze subite dagli italiani nel periodo 1943-1946 e tante altre informazioni di primaria importanza.

 


Davanti a tanti prioritari irrisolti problemi una proposta grottescamente antistorica, degna dell'Enciclopedia Sovietica che andava a manipolare la foto storiche, campeggia sui network: cambiare il nome di Ronchi dei Legionari in Ronchi dei Partigiani!

Nessuno può modificare la storia ed è pretestuosa qualsiasi divagazione sull'argomento: il 12 settembre 1919 partì da Ronchi la Marcia su Fiume e in seguito la città divenne parte integrante dello Stato italiano!

La Lega Nazionale si allinea senza se e senza ma per il mantenimento dell'attuale denominazione "RONCHI DEI LEGIONARI"

Il Presidente LUCA URIZIO

Rispetto all’articolo apparso sul Piccolo “Ronchi e D’Annunzio nessun legame” e visto che il compito della Lega Nazionale è anzitutto quello di divulgare la cultura sopra ogni appartenenza e orientamento, anche come garanzia pluralistica, puntualizziamo quanto segue.

Primo. Marco Barone reputa la denominazione “dei Legionari” “figlia della cultura fascista”. Peccato che come la stragrande maggioranza degli storici oggi ammette, l’esperienza politica fiumana fu di sinistra da tutti i punti di vista. Basta leggere La festa della Rivoluzione di Claudia Salaris, piuttosto che La Reggenza del Carnaro di Giovanni Luigi Manco o altri centinaia di volumi. La bibliografia sul carattere progressista di Fiume dannunziana è sterminata.

Secondo. Il Barone parla di “equilibri appena maturati dopo la prima guerra mondiale”. Anche qui viene bellamente smentito dalla storiografia: nel ’19 l’ingiusto Trattato di Pace altro non fa che creare disequilibri politici, economici e sociali.

Terzo. L’autore dell’articolo scrive che “la nota marcia su Fiume” “ha anticipato ed ispirato nei gesti, nei simboli, nel linguaggio, la marcia su Roma”. Sbagliato. I gesti, i simboli e il linguaggio sono preesistenti rispetto al fiumanesimo: derivano infatti dalla Grande Guerra o dalla tradizione goliardica, se non addirittura dal Risorgimento garibaldino (anche qui progressista), a partire dalla presa di Roma e del relativo motto “O Roma O morte!”.

Quarto. Barone parla di Resistenza avversa al Poeta soldato. Questo è negazionismo. Ricordiamo invece che parecchi Partigiani s’ispirarono a D’Annunzio, soprattutto nel novero di Giustizia e Libertà. Anche qui, basti leggere il libro già citato del Professor Manco.

Quinto. Sul razzismo di Fiume l’autore incappa in un falso. Nella reggenza fiumana le differenze e le particolarità linguistiche, oltre che religiose, politiche, di orientamento sessuale e di genere venivano non solo rispettate bensì anche incoraggiate.

Per fortuna sono aspetti che buona parte dei Sindaci di sinistra dei Comuni della provincia di Gorizia sanno bene. Lo dimostra la loro massiccia presenza alle commemorazioni che si sono svolte in questi ultimi anni in favore del Poeta-soldato.

LEGA NAZIONALE SEZIONE DI GORIZIA

Lunedì 25 Novembre 2013 alle ore 18.00 presso la sala riunioni dell'UGG in Via Rismondo 2 a Gorizia (1°piano), inaugurazione della mostra storico-fotografica: "La Lega Nazionale rende omaggio agli Ultimi Martiri del Risorgimento: Trieste 1945 - 1953", Medaglie d'Oro al Merito Civile.

Per l'occasione, dopo l'introduzione del Presidente della Lega Nazionale di Gorizia Luca Urizio, interverrà il Presidente della Lega Nazionale di Trieste Sardos Albertini e saranno presentate le pubblicazioni:

- GLI ULTIMI MARTIRI DEL RISORGIMENTO di Michele Pigliucci (volume presentato dal politologo Ivan Buttignon)

- LA LEGA NAZIONALE E I RAGAZZI DEL '53 di Paolo Sardos Albertini e Piero Delbello (volume presentato dallo storico Lorenzo Salimbeni)

Verrà inoltre proiettato un video testimonianza dell'Istituto Luce sui fatti della Rivoltà di Trieste.

La mostra sarà visitabile presso la Sala del Caminetto dell'UGG in Via Rismondo 2 a Gorizia e rimarrà aperta fino a lunedì 2 Dicembre alle ore 11.00.

Lunedì 16 settembre la Lega Nazionale, l'ANVGD ed il Comune di Gorizia hanno deposto le corone presso il monumento ai caduti al Parco della Rimembranza.

Alle ore 18.30 presso l’UGG, la Lega Nazionale di Gorizia ha quindi celebrato il 66° anniversario della Seconda Redenzione di Gorizia con la proiezione di un video afferente alla Grande Guerra e una conferenza.

La serata si è aperta con il saluto del Presidente Urizio ed il ricordo del VP Mondolfo della seconda Redenzione di Gorizia, intervento che ha emozionato molti dei presenti.

L’Istituto di Ricerche Storiche e Militari dell’Età Contemporanea “Carlo Alfredo Panzarasa” (www.istitutopanzarasa.com) ha quindi presentato e proiettato il documentario in dvd “La strada del Bersagliere”, realizzato con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia a partire dal Fondo “Baldesi”, costituito da lettere, cartoline, fotografie ed oggetti appartenuti al Bersagliere Corrado Baldesi, il quale combatté in varie località del nostro territorio durante la Prima guerra mondiale.


Con Marco Pirina scompare un ricercatore della verità ed un grande amico di Gorizia

Lunedì scorso nel suo buon ritiro di Dobbiaco moriva a 68 anni, stroncato da un infarto, Marco Pirina, uno dei più profondi conoscitori dei drammi del Confine orientale (ma non solo), delle foibe, delle vendette partigiane. Venticinque anni fa fondava l'Istituto di ricerche storiche "Silentes Loquimur", punto di riferimenti per moltissimi ricercatori. Nell'ultimo quarto di secolo ha pubblicato una trentina di opere storiche, di ricerca, approfondimento. A Marco la definizione di storico andava certamente stretta. Egli, infatti, si è avvicinato alla storia non già per una generica passione verso ciò che costituisce il passato, bensì per la voglia, di cui non fu mai sazio, di conoscere la verità in ordine ad accadimenti di cui non si poteva parlare, veri e propri tabù, come le migliaia di vittime finite nelle foibe per mano titina, ma anche certe atrocità commesse dai partigiani comunisti, senza con ciò nulla togliere a quei tanti partigiani, di cui siamo orgogliosi, che hanno perso o rischiato la vita per difendere il suolo patrio.


In occasione delle celebrazione della seconda redenzione di Gorizia, la Lega Nazionale sezione di Gorizia presenterà il documentario "La storia del Bersagliere" di Lorenzo Lucia e Arnon Debernardi e prodotto dall'Istituto di ricerche storiche e militari dell'età contemporanea Carlo Alfredo Panzarasa; al documentario seguirà l'intervento dello storico Ivan Buttignon. l'Appuntamento è per lunedì 16 settembre alle ore 18.30 presso la sala riunioni dell'UGG in via Rismondo 2 a Gorizia.

 

 

Il 16 settembre prossimo, ricorrerà il 66° Anniversario della seconda redenzione di Gorizia. La sezione di Gorizia della Lega Nazionale ha organizzato per le ore 18.30 in  la presentazione, presso la sala del Caminetto dell'UGG, del documentario "LA STORIA DEL BERSAGLIERE", lettere, immagini e ricordi di un  giovane bersagliere durante la prima guerra mondiale  in un percorso che va dalle montagne della Carnia passando per gli scenari del Tarvisiano arrivando alle suggestioni del Carso tra spazi espositivi, recuperi architettonici e musei all'aperto. Alla presentazione seguirà una conferenza con l'intervento di uno storico e non mancherà un intervento a ricordo della Redenzione.

 

Pubblichiamo di seguito un intervento del Vice Presidente della sezione goriziana della Lega Nazionale, Guido Mondolfo, su questa importante data.

 

"Sono passati tanti anni 66 per l'esattezza, e non è senza commozione profonda che si prende la parola, forse riprendendo per un certo momento , un discorso che non fu interrotto, ma che fu soltanto sopito: i giovani di allora, i pochi rimasti, si risentono ancora giovani come allora, guardano al ricordo di quelle giornate, di quelle battaglie, di quegli ideali con gli occhi incantati dei vent'anni, perchè quel ricordo è dentro di noi, fa parte di noi stessi, è un momento incancellabile, determinante della nostra vita. Il momento dei vent anni  quando anche noi fummo contestatori.


97 anni or sono, l'otto agosto 1916 le truppe italiane entravano a Gorizia. Con Trento e Trieste si completava il ciclo risorgimentale della nazione. Il sogno di Mazzini, di Garibaldi e di tanti nostri connazionali si stava avverando. Finalmente l'Italia raggiungeva dopo secoli l'unità, bene prezioso e sofferto, patrimonio inalienabile per il Paese. 
Il prezzo di vite umane fu altissimo; quanti e quanti oscuri soldatini sacrificarono la loro giovane vita perchè la Patria fosse una, libera indipendente.
Non vorremmo far torto a nessuno nel ricordo di quei giorni. Impossibile narrare la storia di tutti. Ma possiamo prendere come esempio di vita e di patriottismo due nostri connazionali e portarli oggi all'attenzione di una memoria collettiva.

UN SOLDATO, UN POETA: AURELIO BARUZZI, VITTORIO LOCCHI.


A seguito delle dimissioni di Rodolfo Ziberna da Presidente della Lega Nazionale di Gorizia -che ha guidato dal 2001 dopo altri quindici anni di membro del Direttivo- che ha rassegnato per rimuovere possibili ed eventuali conflitti di interesse con il ruolo di consigliere regionale, alcuni giorni fa è stato eletto nuovo Presidente della Lega Nazionale Luca Urizio (nella foto) che fino ad oggi ha retto la VicePresidenza. Cinquantenne, imprenditore, coniugato e padre di due figli, presente nel direttivo della Lega Nazionale fin dal 1978 e cresciuto alla scuola del compianto suocero e Presidentissimo Ing. Guido Fornasir, Luca Urizio è anche molto conosciuto nell'ambito sportivo per essere stato per decenni il numero uno regionale nel tennistavolo. Urizio, non senza ringraziare l'amico Rodolfo Ziberna, nominato Presidente Onorario, per quanto ha saputo realizzare in questi anni, confida di continuare a perseguire gli scopi dell'Associazione puntando assieme al nuovo Direttivo ad aumentare il numero dei soci rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni e ricordando che la Lega Nazionale svolge, indipendentemente da qualsiasi partito od organizzazione di parte, attività soprattutto culturali al fine di perpetuare e promuovere ovunque la conoscenza, lo studio, l'amore e la difesa della lingua, delle tradizione e della civiltà italiana del Friuli Venezia Giulia nel pieno rispetto delle altre realtà.

Il nuovo direttivo è così composto: Presidente Luca Urizio, Vicepresidente Guido Mondolfo, Segretaria e Tesoriera Clara Mennuni, Consiglieri Laura Grossi Cumar, Dario Marangotto, Federico Urizio, Raffaele Cella, Presidente Onorario Rodolfo Ziberna.

La nuova sede della Lega Nazionale si trova in Via Rossini n. 15 con orario per il pubblico il martedì dalle 10 alle 12 ed il giovedì dalle 15 alle 17 (T/F. 0481 30630)

 

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