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Riappare la grande scritta inneggiante Tito

Tito ritorna ad occhieggiare dal Sabotino

Ripristinato il grande agglomerato di pietre, cento metri di lunghezza e 25 di altezza

E il maresciallo Tito è tornato a vegliare su Nova Gorica dall'alto del Sabotino. Cento metri di lunghezza e venticinque di altezza, composta da massi che pesano 50 chilogrammi l'uno - come, con geometrica precisione, appunta l'agenzia di stampa slovena Sta -, la scritta "Naš Tito" è riapparsa all'alba di domenica. A riportarla alla luce, disfando la scritta "Slo" che era stata composta sul monte il 25 giugno scorso a celebrare la festa dell'indipendenza della Slovenia, sono stati una cinquantina di nostalgici che devono aver lavorato tutta la notte tra sabato e domenica scorsi. Di più, su di loro, la Sta non dice, limitandosi, appunto, al numero.

Riappare Tito sul Sabotino e oltre confine, sfruttando anche Internet, si rianima il dibattito. Già, perchè il sito della radiotelevisione di Stato ne approfitta per lanciare un sondaggio: "Bisognerebbe dichiarare la scritta 'Naš Tito' monumento?" è la domanda che viene posta ai navigatori della rete. Ieri (il sondaggio è stato lanciato intorno alle 10) avevano votato poco più di duecento persone, facendo stravincere i "sì", attestatisi al 75 per cento.Tito, anzi quel "nostro Tito", apparve sul Sabotino nel 1978, in occasione di un raduno della gioventù socialista slovena celebrato proprio a Nova Gorica con ospite il maresciallo Josip Broz, che sarebbe morto due anni più tardi. "Naš Tito" lì e un più semplice "Tito", poi, nella valle del Vipacco, sopra Renziano, uno dei cuori partigiani della zona. Dopo l'indipendenza della Slovenia si preferì far finta di nulla, lasciare che fosse la natura a fare il suo corso, "mangiandosi" quei massi dipinti di bianco così come altrove, ad esempio lungo il Vallone, si è "mangiata" le altane di vigilanza dei graniciari.

Quelle sette lettere però erano tornate a luccicare sul fianco del Sabotino a fine marzo, lo scorso anno, giusto in tempo per salutare l'ingresso della Slovenia nella Ue, vegliando dall'alto su quella piazza della Transalpina dalla quale invece era scomparso l'altro grande simbolo del socialismo schiaffato in faccia all'Italia, la stella rossa. Poi, a giugno, il blitz, si disse allora, di un gruppo europeista. Via Tito, è apparsa "Slo". E adesso, riecco Tito occhieggiare dal Sabotino, forse non a caso nel momento in cui divampano le polemiche, rinfocolate anche dalla trasmissione - prima in Italia poi anche in Slovenia - della fiction "Il cuore nel pozzo" ispirata alla tragedia delle foibe, con i sindaci del Litorale sloveno che discutono (ma non hanno ancora approvato) un documento di condanna della lettura di quei fatti offerta dalla tv.

Guido Barella da Il Piccolo 8 marzo 2005

COMUNICATO DELLA LEGA NAZIONALE SEZIONE DI GORIZIA

E' noto cosa evochi in tutti i goriziani, al di là della loro collocazione politica, il nome del maresciallo Josip Broz Tito: colui che ha inviato le sue milizie a Gorizia per eliminare fisicamente tutti gli uomini e donne che potessero rappresentare un pericolo alla fortemente voluta annessione di Gorizia alla Jugoslavia.

Oltre 650 sono i nostri concittadini che vennero sottratti alle loro famiglie nei terribili 40 giorni di terrore titino, nel maggio del '45.
E' parimenti noto come questa furia criminale comunista si sia scagliata contro inermi, catturati nelle loro case in tempo di pace e non certo in azioni di guerra! Bastava essere fortemente italiani ed essere rappresentativi in soggetti pubblici o privati per rischiare un processo burla (ammesso che siano stati celebrati) e subito dopo la fucilazione o la foiba. Altri sono morti dopo anni di patimenti nelle carceri comuniste.

Il nome di Tito non evoca altro che terrore.

Prima dell'ingresso della Slovenia nell'Unione Europea Nova Gorica aveva ritenuto opportuno, viste anche le ingenti spese a carico dei goriziani per festeggiare il suo ingresso, mutare la scritta che incombeva dal monte Sabotino "Nas Tito", tra l'altro da poco ripulita dalla vegetazione che la celava, in "SLO".

Passata la festa gabbato il Santo: da domenica scorsa è stata ripristinata la scritta "Nas Tito". [leggi l'articolo]


La scritta fa il paio con il "totem", ovvero il monumento dl popolo sloveno, che dallo scorso anno si erge minaccioso dal monte di fronte.

Non basta davvero essere nell'Unione Europea per essere europei. Non tutti sanno che, diversamente dal PCI italiano, che ha subito una evoluzione e che oggi è diviso tra Ds, Rc e Pcdi, il Partito comunista di Nova Gorica, di cui il sindaco Brulc è espressione, ha mutato solo nome e null'altro. E' sotto ogni punto di vista il partito di Tito. Cinica, agghiacciante ed anti europea, ma certamente coerente, pertanto, è la ripresa del simbolo dei crimini comunisti, il maresciallo Tito, usato come aggressione violenta contro gli italiani.

A fronte di questa violenza cosa fa il nostro Comune? Forse sta pensando di spendere altri centinaia di milioni di lire per festeggiare il primo anno di ingresso di Nova Gorica nella Ue?
Spiraglio di europeismo e di apertura giunge dal governo di Lubiana, contro il quale si oppone quello di Nova Gorica.

I cittadini italiani e goriziani non possono che sperare che venga alimentato questo spiraglio e che il comunismo titino di cui si alimenta una parte politicizzata di Nova Gorica venga progressivamente messo nell'armadio degli scheletri.

 

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