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Presentazione della manifestazione di Strasburgo

L'Unione degli istriani ha indetto una manifestazione per il 18 gennaio 2006 a Strasburgo, in vista dell'incontro ufficiale a Bruxelles a fine febbraio con il commissario europeo per le politiche sull'allargamento Olli Rehn

L'Unione degli Istriani ha presentato la prima manifestazione di protesta a Strasburgo
Lacota: "Sul nodo dei beni vogliamo un arbitrato internazionale"
Annunciate in conferenza stampa le richieste degli esuli



Questa mattina l'Unione degli Istriani ha presentato, nel corso di una conferenza stampa presso la sede di via Silvio Pellico, i dettagli della manifestazione di protesta indetta per il prossimo 18 gennaio a Strasburgo, durante i lavori della prima sessione plenaria del Parlamento europeo.

Il presidente Massimiliano Lacota, assieme ai suoi più stretti collaboratori, ha spiegato anche i motivi che hanno indotto gli esuli, per la prima volta in assoluto, a scendere direttamente in piazza e davanti ai palazzi del potere dell'Unione Europea.
"Dopo sessant'anni di attesa gli esuli sono stanchi di vane promesse e sonore beffe ed è giunta l'ora di farci sentire per chiedere una buona volta giustizia" ha detto Lacota, rimarcando che l'iniziativa volta a sensibilizzare l'opinione internazionale sul contenzioso tra Italia, Slovenia e Croazia, è supportata da numerose associazioni europee che si battono per il diritto dei diritti umani e da una ventina di euro-parlamentari, tra i quali numerosi olandesi, spagnoli, francesi.

"Abbiamo già inviato nelle scorse settimane un dossier approfondito e circostanziato al presidente della Commissione europea Manuel Barroso ed al Commissario per l'allargamento Olli Rehn" spiega Lacota "ed i riscontri che abbiamo ricevuto sono positivi". "E' stata evidenziata, alla luce dell'invalidità accertata degli accordi italo-jugoslavi, la necessità di ridiscutere la questione dei beni e quello che ci aspettiamo è un nuovo accordo che consenta agli esuli istriani, privati delle loro proprietà in maniera illegale e truffaldina, di riavere quello che spetta a loro di diritto" sottolinea Lacota che rimarca anche la necessità di intervento dell'Unione Europea in una questione che "pur limitandosi ad un negoziato bilaterale non può non interessare le istituzioni europee, poiche gli esuli sono cittadini europei discriminati".

Nel corso dell'incontro con la stampa, il presidente Lacota ha sottolineato le richieste che a Strasburgo verranno avanzate alla fine della manifestazione, durante la conferenza stampa prevista nel complesso che ospita il Consiglio d'Europa. Una fra tutte apre una nuova prospettiva sulla questione principale, cioè il nodo della restituzione dei beni: "E' fin troppo evidente che l'Italia non riesce a risolvere la questione, per vari motivi, non ultimo lo scarso interesse e la scarsa incisività nell'affrontare il problema, mentre Austria ed Israele hanno già intascato un accordo per restituzione e risarcimento a chi fu ingiustamente privato dei propri beni" spiega Lacota. "Ed è per questo che chiediamo al presidente Barroso ed al Commissario Rehn l'istituzione di un arbitrato internazionale che esprima, alla luce delle documentazioni inoppugnabili che abbiamo già presentato, il suo giudizio sulla questione, consentendoci di ottenere il diritto alla proprietà, cosa che né l'Italia né la Croazia e la Slovenia hanno finora voluto fare." "Proprio come sta facendo la Croazia nei confronti della Slovenia per il confine marittimo e terreste sul golfo di Pirano, non riuscendo a trovare una soluzione con un negoziato bilaterale" conclude Lacota con un paragone estremamente efficace.

La richiesta di costituzione di un arbitrato internazionale è già stata inviata ieri mattina alla Presidenza dell'UE (che il primo semestre 2006 spetterà proprio all'Austria, beneficiaria dell'accordo sui beni con la Croazia, nulla avviene per caso), al Consiglio d'Europa, a tutti i Governi dei Paesi membri dell'UE, alla Corte europea per i diritti umani ed infine a tutti i Governi dei Paesi firmatari del Trattato di Pace.

Tra le altre richieste all'Europa - è stato ribadito in conferenza stampa - l'Unione degli Istriani porrà la costituzione di un Forum internazionale sul problema degli espropri, la richiesta di immediata rimozione, senza condizioni, della discriminazione di Zagabria nei confronti dei cittadini italiani in merito all'acquisto di proprietà immobiliari, la richiesta di riconoscimento di genocidio del popolo istriano, oramai irreversibile, compiuto dall'Italia, dalla Jugoslavia e dagli Stati eredi attraverso i numerosi accordi bilaterali che violando i diritti di proprietà sanciti agli esuli dal Trattato di Pace lo hanno condannato all'esilio perpetuo.

Si apre dunque con il prossimo anno, attraverso una inedita azione martellante a tutto campo dell'Unione degli Istriani , una nuova era per gli esuli. Gli schematismi politici, anche quelli ben consolidati, sono definitivamente saltati ed il peso politico delle associazioni degli esuli capovolto.

"Mi chiedo veramente" conclude Lacota "perché negli anni '90 le associazioni e la Federazione non abbiano intrapreso le necessarie azioni a tutela e difesa dei nostri esuli: questa inerzia resterà una macchia oscura ed indelebile, che ha contribuito alla nostra definitiva sparizione".


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