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Non dimentichiamo i martiri del comunismo

Non dimentichiamo i martiri del comunismo

NON DIMENTICHIAMO I MARTIRI DEL COMUNISMO

Una riflessione del Presidente Paolo Sardos Albertini sui crimini dei boia di Tito

Il Corriere della Sera, nel suo supplemento letterario di domenica 31 gennaio, si occupa del tema «foibe ed esodo» dedicando due intere pagine ad un confronto tra Raul Pupo ed Eric Gobetti.

Le argomentazioni del primo sono ben note (con i pregi ed i difetti), quelle del secondo appartengono, a pieno titolo, alla categoria di chi rimpiange i bei tempi quando di queste cose non si parlava.

All'interno di queste due pagina c'è però anche una colonnina a firma di Alessio Francone con il titolo «Dalle voragini della Slovenia emergono i resti di altri massacri»

E' su questa, forse solo su questa colonna che merita soffermarsi.

Perchè, contro le argomentazioni più o meno eleganti e sottili dei due interlocutori, Francone propone la realtà vera, tragica, sanguigna delle centinaia di migliaia di cadaveri, di quella montagna di corpi martoriati, della tragica marea di dolori che li accompagna.


 
Il libro negazionista delle Foibe di Eric Gobetti per evitare la riesumazione delle vittime

Il libro negazionista delle Foibe di Eric Gobetti per evitare la riesumazione delle vittime

lettera del Presidente della Fondazione Rustia Traine a "Il Piccolo"

Egregio Direttore,

ho visto con interesse che uno dei primi atti della Sua gestione del giornale è stato rappresentato da un ampio spazio dedicato alla storia di Trieste, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia, aprendo un dibattito su un tentativo che giustamente il prof. Giuseppe Parlato ha individuato con una contromanovra per attutire lo sdegno che le notizie della mappazione in Slovenia di 581 foibe ed il proseguimento della riesumazione delle centinaia di migliaia di vittime anche in Croazia stanno suscitando.

Attendo sull’argomento la posizione del Pd che compartecipò all’approvazione della Legge sul Giorno di Ricordo proposta dall’on. Menia insieme a quasi tutte le forze politiche italiane, e con l’esclusione di alcune frange di irriducibili comunisti.

Il tentativo del sig. Gobetti è chiaramente inteso a bloccare la riesumazione delle vittime il cui numero è così enorme, perché oltre ai 12.000 infoibati italiani ci sono centinaia di migliaia infobati sloveni e croati e di altre etnie che componevano la Jugoslavia. Un precedente è rappresentato dalla Foiba di Basovizza quando il lavoro dei pompieri che riesumavano gli infoibati fu improvvisamente interrotto dallo scaricamento di parecchi camion contenenti bombe inesplose sopra le vittime, impedendo, così, il lavoro di estrazione delle povere salme. Questo episodio ha alimentato la propaganda negazionista basata sul fatto che i cadaveri estratti erano pochi evitando, però, di dire che ciò era avvenuto per l’intervento degli anglo americani, del Governo militare alleato (alleato di chi? di Tito e di Stalin, non dell’Italia che era solo uno stato cobelligerante).


 

Foibe, esodo e negazionisti trinariciuti su "Internazionale"

Martedì 20 dicembre il sito del giornale INTERNAZIONALE ha pubblicato un articolo firmato da 19 persone che attacca a testa bassa il “Giorno del ricordo” ed espone tesi negazioniste e riduzioniste per Foibe ed Esodo giuliano-dalmata. 

Risposta alla “Lettera aperta sul Giorno del ricordo”

Egregio Direttore,
Spettabile Redazione,

con riferimento alla “Lettera aperta sul Giorno del ricordo” pubblicata sul sito www.internazionale.it in data 20 dicembre 2016, chiediamo cortesemente la possibilità di replicare e di effettuare alcune precisazioni a nome delle molteplici associazioni di esuli istriani, fiumani e dalmati e loro discendenti, nonché degli storici e dei ricercatori che aiutano l’associazionismo giuliano-dalmata nello svolgimento della ricerca scientifica e della divulgazione riguardo la “complessa vicenda del confine orientale”.

La lettera che avete pubblicato, infatti, con un repertorio di citazioni in gran parte capziose, obsolete e superate dalla più recente storiografia, si insinua nel filone del cosiddetto “giustificazionismo”, con accenni di “riduzionismo” che stridono con la sintesi tutto sommato corretta ed efficace da voi realizzata lo scorso 10 febbraio 2016: in quanto diretti interessati dalle vicende cui è dedicato il Giorno del Ricordo, riteniamo di poterlo affermare con maggiore autorevolezza di chi su questa storia interviene con finalità strumentali e senza mascherare il proprio livore ideologico.


 

I SOLITI COMPAGNI STUPIDI E TRINARICIUTI

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L’avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale e del Comitato per i Martiri delle Foibe, ha espresso tutto lo sdegno per le scritte ingiuriose che hanno deturpato il Centro di Documentazione annesso al Sacrario della Foiba di Basovizza.

Si tratta, evidentemente, dei soliti “compagni trinariciuti” che non si rassegnano al fatto che finalmente dopo tanti decenni di silenzio si parli della tragedia delle foibe.

Questi squallidi personaggi – ha concluso l’avv. Sardos – si sentono ovviamente eredi dei criminali infoibatori del comunista Tito.

Meritano fondamentalmente di essere compatiti perché alla stupidità a questi livelli è giusto rispondere solo con il compatimento.

Fermo restando l’auspicio che le forze dell’ordine facciano il loro dovere perseguendo gli autori di questi gesti.

 


 

Il libro sulle Foibe di Pirjevec è uno strumento di lotta ideologica

Il libro sulle Foibe di Pirjevec è uno strumento di lotta ideologica volta a frenare il processo di riavvicinamento tra italiani e sloveni.

Dopo decenni di reciproche accuse, forti tensioni e dolorose strumentalizzazioni, le componenti maggioritarie e più illuminate della maggioranza di lingua italiana e della minoranza di lingua slovena a Gorizia hanno avviato un dialogo nato sulla reciproca comprensione e sulla condivisione della verità e delle vicende storiche vissute da ciascuno.

C’è chi in questi decenni ha tratto evidentemente giovamento dalle divisioni etniche tra componenti che per secoli hanno convissuto pacificamente e proficuamente su questi territori. Ragioni ideologiche hanno creato e successivamente alimentato fratture tra italiani e sloveni. E com’era assai prevedibile vi sono forze, nei reciproci estremismi alimentati da un eccesso nazionalistico, che mal tollerano questa avviata pacificazione. Ecco come si giustificano provocazioni dall’una come dall’altra parte. Una di queste provocazioni, che hanno lo scopo di scongiurare questa pacificazione, rallentando il dialogo ed allontanando italiani da sloveni, è il libro sulle foibe di Joze Pirjevec presentato dall’ANPI – chissà perché non siamo meravigliati da ciò – a Gorizia, non a caso in occasione dell’anniversario delle grandi manifestazioni di piazza del 1946, in occasione delle quali i goriziana sciamarono tutti nelle strade e nelle piazze, in una grande cornice tricolore.


 

Foibe, giustificazionisti e Corte dei conti

L’avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale, ha rilevato come la presenza di sedicenti storici, di impostazione negazionista o giustificazionista, alle cerimonie commemorative di Foibe ed Esodo costituisca sicuramente un atto fortemente ingiurioso nei confronti di coloro che sono state vittime di tali tragedie.

Le tesi proposte da questi sedicenti storici altro non sono che il materiale stantio raccolto a suo tempo dal comunismo jugoslavo (in particolar modo dall’OZNA) per cercare alibi ed attenuanti per i crimini del Maresciallo Tito.

In proposito va ricordato che il Parlamento italiano con Legge n. 92/2004 ha riconosciuto ufficialmente (con un voto quasi unanime) sia l’esistenza delle Foibe e dell’Esodo sia la loro natura di tragedie nazionali tanto da meritare un giorno dedicato al loro ricordo.

Sempre tale legge ha previsto che pubbliche istituzioni tengano manifestazioni finalizzate proprio a far conoscere, specie ai giovani, l’entità di tale tragedia e rendano onore alle vittime. Se così è quei pubblici amministratori che promuovono manifestazioni invitando tali personaggi stravolgono gravemente le finalità indicate dal Legislatore e usano conseguentemente denaro pubblico in modo improprio e scorretto.

Da ciò, ha concluso il Presidente Sardos, la decisione della Lega Nazionale: ove si verifichi l’invito da parte di pubbliche Amministrazioni di storici negazionisti o giustificazionismi nell’ambito del “Giorno del Ricordo” sarà cura della Lega Nazionale denunciare quegli Amministratori alla Corte dei Conti perché siano chiamati a rispondere per l’uso improprio del pubblico denaro.

Chi vuole ingiuriare la memoria delle vittime delle Foibe e dell’Esodo (aldilà dei riscontri penali di tale comportamento) lo faccia almeno pagando di tasca propria e non con i soldi del contribuente.


 

foibe : giustificazionismo e negazionismo illegali.

Foibe : giustificazionismo e negazionismo illegali.

Violano una legge dello stato italiano

L'avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale, esprime il suo pieno appoggio all'intervento dell'Unione degli Istriani e sottolinea come lo Stato italiano, con la legge istitutiva del "Giorno del Ricordo" del 2004, abbia sancito ufficialmente sia la tragica verità delle Foibe e dell'Esodo che le dimensioni storicamente rilevanti di queste due tragedie tanto da renderle meritevoli di ricordo e di celebrazioni.

Gli pseudo storici che pretendono di divulgare posizioni negazioniste e giustificazioniste si pongono dunque in oggettivo contrasto con una legge dello Stato, legge approvata con voto quasi unanime dal Parlamento italiano.

E' giusto e doveroso, ha concluso l'avv. Sardos, richiedere alle massime autorità dello Stato un fermo intervento per stroncare tali iniziative ed impedire che vengano avvallate, in ambito scolastico e in pubbliche manifestazioni, prese di posizione che violano quanto sancito dal Parlamento italiano con la legge 92/2004.

A conclusione, la Lega Nazionale ha quindi fatto proprio l'appello del Presidente dell'Unione degli Istriani, Massimiliano Lacota, rivolto al Presidente Fini, al Presidente Schifani e al sottosegretario Gianni Letta.

Trieste, 18 marzo 2010


 

Trinariciuti nostalgici di Tito bloccano la manifestazione alla Foiba di Corgnale

Il tricolore con la stella rossa, la bustina di partigiani di Tito, slogan d’altri tempi e insulti a «Berlusconi fascista» sono l’incredibile messinscena che ha bloccato un gruppo di esuli italiani colpevoli di voler deporre dei fiori su una foiba. La gazzarra è scoppiata ieri mattina a 12 chilometri da Trieste, nei pressi del paese sloveno di Lokev (Corgnale di Divaccia). Alla fine gli esuli istriani, fiumani e dalmati, hanno dovuto far marcia indietro senza poter raggiungere la foiba. Una delle tante cavità carsiche dove nel 1945, a guerra finita, furono trucidati non solo italiani, ma pure sloveni.


 

Grigioverde: il negazionismo va fermato!

La Federazione Grigioverde di Trieste, per voce del suo presidente gen. Riccardo Basile, ha emesso in data odierna un comunicato stampa in merito all'emergenza del fenomeno negazionista che è stato inoltrato ai media ed alle massime cariche dello stato e che pubblichiamo integralmente di seguito:

IL NEGAZIONISMO SULLE FOIBE VA FERMATO !

La Federazione delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma “Grigioverde” di Trieste (fondata nel 1949 dall’Eroe della 1^ G. M. Guido Slataper)

DENUNCIA il diffondersi di iniziative tese a distorcere la realtà di quanto accaduto al confine orientale negli anni dal 1943 al 1947 a danno della popolazione italiana di Trieste, dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.

CONDANNA le azioni ideate e promosse per inconfessabili finalità da sedicenti storici in palese offesa della Memoria dei Martiri delle Foibe e della tragedia dell’Esodo.

CHIEDE che la Legge che ha istituito il Giorno del Ricordo (n. 92 del 30 marzo 2004) sia fatta rispettare, disponendo, nel merito, l’adozione dei provvedimenti ritenuti più opportuni.

CONDIVIDE le posizioni assunte dall’Unione degli Istriani e dalla Lega Nazionale al cui fianco si schiera senza riserve.

Il Presidente
Gen. Riccardo Basile


 

I FATTI DI LIVORNO

"Tito ce l'ha insegnato: la Foiba non è reato"
Lo striscione apparso durante la partita Livorno-Triestina

"Tito ce l'ha insegnato: la Foiba non è reato"
Lo striscione apparso durante la partita Livorno-Triestina

L’avv. Paolo Sardos Albertini, Presidente della Lega Nazionale e del “Comitato per i Martiri delle Foibe” ha espresso vivo apprezzamento per l’intervento in sede parlamentare dell’on. Menia in merito allo scandaloso episodio verificatosi a Livorno in occasione della partita di calcio.

L’esplicita esaltazione dell’opera degli infoibatori contenuta nel noto striscione costituisce sicuramente apologia di reato e dovrebbe essere scontato che la magistratura persegua i responsabili.

Poiché il Sindaco di Livorno ha ritenuto comunque di condannare il vergognoso episodio , l’avv. Sardos ha auspicato che alle parole di condanna seguano fatti adeguati.

Vale a dire che, anche a titolo riparatorio, l’Amministrazione Comunale livornese dovrebbe sentire il dovere morale di intitolare una pubblica strada ai Martiri delle Foibe.

In tal senso l’avv. Sardos a nome della Lega Nazionale e del “Comitato per i Martiri delle Foibe” si è rivolto direttamente al Sindaco di Livorno chiedendo un suo attivarsi in tal senso.

IL PRESIDENTE (avv. Paolo Sardos Albertini)


 

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