Botta e risposta con un negazionista

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LETTERA DI UN NEGAZIONISTA

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL COMITATO PER I MARTIRI DELLE FOIBE (AVV PAOLO SARDOS ALBERTINI)

Egregio Signore,
oggi (11.5.2002) alla “falsa” foiba di Basovizza (per come viene intesa), ho potuto assistere e registrare in audio/video una nuova apoteosi nazionalista, tesa a mantenere vivo l’odio nei confronti di noi sloveni. Nessuno ha spiegato cosa e chi ha provocato questi fatti, la Risiera non è stata nemmeno nominata e non mi risulta che una delegazione con il sindaco di Trieste in testa, sia stata prima alla Risiera e poi magari all’Osservatorio, dove ci sono i fucilati sloveni del 1930, che già allora combattevano per quello che altri hanno compreso appena il 30 aprile 1945! Vedere poi i sindaci sloveni, come veri “schiavi di Roma” presenziare ad una commemorazione dove era presente il labaro della Milizia Volontaria di Mussolini (M.V.S.N.), mi ha profondamente disgustato. Una commemorazione tanto di parte, che anche un’anziana fascista vi ha contestato, dicendo che parlate solo degli istriani e che dimenticate i triestini! Ma il sindaco di Trieste si è accorto di questo?

Io non posso credere alla vostra pacificazione, perché nelle vostre azioni, non c’è nulla di pacifico, ma solo un’osanna al fascismo e del suo operato che portate avanti nei confronti della comunità slovena, proprio quello che questa Repubblica ha combattuto, perciò non posso capire la presenza delle Autorità!

Ma ritengo che dovrebbe spiegare ai triestini, perché il 29.10.2000 agli studenti del Collegio del Mondo Unito di Devin ha tra l’altro spiegato che la foiba non è stata chiusa dalle autorità italiane, ma dalle autorità inglesi e americane, per il fatto che non riuscirono a recuperare i cadaveri, perciò buttarono sopra di essi detriti, chiudendo poi per ragioni fondamentalmente igieniche (??!!)

E’ noto che gli Alleati tra settembre e ottobre 1945 recuperarono i corpi gettati dentro a maggio (13 corpi di tedeschi e un civile!) e che terminarono, perché non recuperavano più corpi ma solo detriti! Vedi articolo su Il Piccolo del 10.1.1995!

E’ altrettanto noto che gli Alleati se ne andarono il 24.10.1954, avendo precedentemente gettato nell’abisso materiale non più utilizzabile del vicino deposito e che la foiba fu chiusa appena 5 anni piì tardi (1959) per ordine dell’allora Ministro dell’Interno della Repubblica Italiana on. Andreotti, con grandi proteste della vostra parte ideologia (leggi atti parlamentari) ! E’ l’immondizia fatta gettare da Batoli?

Inoltre, ha affermato che la guerra era finita il 25 aprile 1945, mentre si sa che in Europa si festeggia il 9 maggio, come fine delle ostilità (ma certamente non lo stato di guerra!). Qui non eravamo sotto giurisdizione della RSI , ma direttamente del Reich!

Poi ha continuato “informandoli” che le truppe del Maresciallo Tito erano giunte tra le notte del primo e due maggio, quando non ci sono dubbi che le citate truppe sono giunte in città la mattina del primo maggio!

Aggiungendo, che nella miniera si trovano anche dei Neozelandesi, quando già a luglio 1945, ci fu la smentita ufficiale degli Alleati di tali asserzioni. Nella traduzione in inglese venne detto : “just people from New Zeland”. Complimenti per il Suo silenzio.

Dolina 11.05.2002                                          PRIMOZ SANCIN , 34018 Dolina, 17 (TS)

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RISPOSTA ALLA LETTERA DI PRIMOZ SANCIN

Il signor Primoz Sancin ha ritenuto rivolgermi una lettera aperta, nella mia veste di presidente del “Comitato per i martiri delle foibe”.

Non starò certo a polemizzare con lui (le polemiche non rientrano certo nel mio stile) e non intendo neppure contestare le sue argomentazioni (pensi pure, il signor Primoz Sancin, in assoluta libertà, ciò che più vuole).

Intendo piuttosto trarre spunto da tale sua lettera aperta per proporre alcune considerazioni di ordine più generale.

In Europa esiste una ben precisa categoria di storici , o pseudo tali, che pretendono negare l’esistenza dei campi di sterminio, argomentando in termini di metri cubi o di potere calorico dei forni. Tali pseudo storici (un certo Davis Irving ne è il capofila) sono stati ripetutamente denunciati ad hanno subito diverse condanne dalle autorità di diversi paesi (ad esempio quelle inglesi) perché imputati di incitare all’odio razziale con le loro pseudo tesi negazioniste.

Dalle nostre parti assistiamo ad un fenomeno analogo: ci sono certi curiosi personaggi; alcuni si ammantano del titolo di storici (così la Claudia Cernigoi, così tale Sandi Volk; rispettivamente autrice e prefattore del libello “Operazione Foibe a Trieste”), altri si limitano al ruolo di cameraman o fotoreporter (attività primaria del Primoz Sancin in questione) i quali da tempo vanno proclamando che la questione Foibe è solamente una montatura che in esse non si troverebbe pressocchè nessuno (tutt’al più tredici tedeschi ed un civile!) ed altre amenità negazioniste di tale sapore.

Le innumerevoli famiglie triestine che piangono dei parenti scomparsi nei tragici quaranta giorni titini, il pubblico e solenne riconoscimento dalla tragedia delle Foibe contenuto nella motivazione della medaglia d’oro alla città di Trieste, le documentazioni filmate sul ritrovamento delle povere salme, tutto ciò niente dice ai nostri bravi “negazionisti” locali. Come i loro colleghi europei negano la tragedia dei campi di sterminio, così i Cernigli, i Volk, i Sancii negano la tragedia delle Foibe (magari esibendosi in ridicole operazioni con sonde e sondini in quel di Basovizza).

Come peraltro è avvenuto in altri Paesi d’Europa, avanti ad altre Corti europee, ci sarà un qualche magistrato italiano intenzionato ad indagare se questi nostri locali “negazionisti” rientrino o meno nell’ipotesi del reato di incitamento all’odio etnico e razziale?

Penso che ciò sarebbe decisamente ad auspicare. Almeno quale atto di doveroso rispetto verso la memoria dei martiri delle Foibe, verso il dramma ed il dolore dei loro famigliari, oltrechè quale atto di rispetto della sacrosanta verità storica.

Mi auguro, sono fiducioso che tale mio auspicio non cadrà nel vuoto.

Paolo Sardos Albertini

Pubblicato su Trieste Oggi il 16 maggio 2002