Sindaco di Nova Gorica: si faccia luce sulle Foibe

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Appello del sindaco sloveno sugli infoibati

Appello del sindaco di Nova Gorica al ministro degli Esteri sloveno Dimitrij Rupel in merito alle vicende avvenute a Seconda guerra mondiale conclusa


Appello del sindaco sloveno sugli infoibati, Brancati soddisfatto: «Giusto un chiarimento»

Appello del sindaco di Nova Gorica al ministro degli Esteri sloveno Dimitrij Rupel in merito alle vicende avvenute a Seconda guerra mondiale conclusa

Brulc: «Si faccia luce sui goriziani deportati»


«Dobbiamo dare una risposta agli appelli che giungono dall’Italia: è una questione etica, non politica»

«Dobbiamo poter dare una risposta ai goriziani che ci chiedono notizie sui loro parenti deportati alla fine della Seconda guerra mondiale in Jugoslavia».

Il sindaco di Nova Gorica Mirko Brulc affronta di petto uno dei problemi aperti sul confine. Il più spinoso. E lo fa in una lettera inviata al ministro degli Esteri di Lubiana Dimitrij Rupel, lettera nella quale - invitando l’uomo di governo a Nova Gorica per una visita ufficiale - affronta tutta una serie di problemi legati ai rapporti transfrontalieri. Ma soprattutto le deportazioni a guerra finita. «Alcune persone residenti nella vicina Gorizia che hanno perso i loro parenti alla fine della guerra - scrive Brulc - hanno chiesto il mio aiuto nella ricerca di informazioni in merito: sono quelle persone che alla fine della Seconda guerra mondiale furono deportate da Gorizia in Jugoslavia senza lasciare alcuna traccia.

Sono dell’opinione - aggiunge Brulc - che si tratti di una questione non politica ma etica e per questo motivo le chiedo un aiuto se e per quanto sia in suo potere».

Il tema della necessità di fare finalmente luce su una delle pagine più drammatiche della storia della città è al centro della lettera inviata da Brulc al ministro Rupel. «Se parliamo di collaborazione sul confine è eticamente importante sapere cosa è successo a quei goriziani deportati a guerra finita per poter superare le incomprensioni del passato e poter quindi guardare serenamente al futuro»: dal municipio di Nova Gorica si fa sapere che questa è, di fondo, la filosofia alla base dell’intervento del sindaco Brulc nel suo intervento ufficiale presso il Governo di Lubiana. Una lettera personale, inviata giovedì scorso, una lettera della quale copia è stata poi trasmessa - per opportuna conoscenza, come si dice in questi casi - anche al sindaco di Gorizia Vittorio Brancati.

Una lettera nella quale, peraltro, sono anche altri i temi affrontati, e sempre di sapore transfrontaliero, nella speranza che Rupel voglia discuterli in una visita ufficiale nella città d’oltre confine da mettere in calendario il prima possibile. Ecco quindi che si parla, ad esempio, dei valichi di confine secondari, sollecitando un arco di apertura oraria più largo (attualmente soltanto Salcano, oltre ai valichi internazionali di Sant ’Andrea e Casa Rossa è sempre aperto, ventiquattr’ore su ventiquattro). Ma non solo: si parla anche di Corridoio 5 e di infrastrutture viarie di collegamento, con l’auspicio che l’area della Goriska non venga tagliata fuori. E, infine, si auspica anche una maggiore collaborazione tra le polizie slovena e italiana con l’introduzione di pattuglie miste non solo sul confine ma anche all’interno delle città.

Guido Barella

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Brancati soddisfatto: «Giusto un chiarimento»


Il sindaco di Gorizia Brancati ha accolto positivamente l’iniziativa del sindaco di Nova Gorica.

«Da diverso tempo – ha sottolineato Brancati – stiamo riflettendo assieme sulle azioni più opportune per favorire il progetto di collaborazione transfrontaliera e il superamento dell’odio e del rancore che alcuni, fortunatamente isolati gruppi, stanno continuando ad alimentare. Per quanto riguarda in particolare i drammi che hanno segnato pesantemente la città alla fine della Seconda guerra mondiale, in più occasioni ho sottolineato come, senza mai dimenticare quanto accaduto, soprattutto il tempo abbia posto le basi per sciogliere questi nodi fondamentali e dare innanzitutto una dignità e un nome preciso alle tragedie che hanno segnato le nostre terre, aprendo quindi definitivamente la strada al perdono reciproco, alla comprensione, alla riconciliazione.

«La gran parte di coloro che in tutto questo tempo hanno continuato a coltivare la memoria e il ricordo di quei drammi – ha concluso il sindaco di Gorizia – insistevano giustamente, con dignità ed equilibrio, a chiedere due cose: la verità e un luogo fisico dove ricordare i propri cari. Credo che la richiesta del sindaco Brulc metta bene in evidenza gli aspetti, appunto etici prima che politici, di tali richieste nei confronti delle quali ritengo giusto un complessivo e definitivo chiarimento storico».

da Il Piccolo 24/05/05