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Foiba di Basovizza, lavori conclusi - Il centro studi alla Lega nazionale

Il Piccolo 23/01/07

Il Comune vara un percorso storico-culturale che unisce anche la Risiera e i
musei de Henriquez e del Risorgimento - L'assessore Greco: «La città racconta la storia del '900»

Foiba di Basovizza, lavori conclusi

Il centro studi alla Lega nazionale

di Pietro Comelli

Il monumento nazionale della Foiba di Basovizza racconterà alle giovani
generazioni la storia del '900. Il pozzo dove nel '45 i partigiani titini
gettarono italiani, tedeschi e sloveni considerati collaborazionisti sarà
inserito all'interno di un percorso storico contemporaneo triestino, assieme
alla Risiera di San Sabba, il museo de Henriquez e quello del Risorgimento.
È questo il «pacchetto» completo sul '900 che il Comune si appresta ad
offrire alle scuole, e non solo, dopo l'ultimata riqualificazione del
sacrario di Basovizza.

Il cantiere consegnato ieri mattina dall'impresa Innocente & Stipanovich all'amministrazione
comunale è costato 805mila euro e reso possibile dall'utilizzo dei fondi (5
milioni di euro) messi a disposizione nel 2004 dal governo Berlusconi, in
occasione del cinquantesimo anniversario del ritorno di Trieste all'Italia,
e accantonati dalla giunta Dipiazza.

Lavori iniziati il 28 novembre 2005 sotto la direzione di Ennio Cervi, con
la parte monumentale progettata anche da Livio Schiozzi, e terminati sabato
scorso andando a ridisegnare l'intera area utilizzando ginepri, rame, legno
e pietra. Il tutto racchiuso da un muretto carsico, utilizzado le pietre
ricavate dagli scavi della Grande viabilità. «Abbiamo tenuto conto delle
esigenze estetiche e del paesaggio, oltre della sacralità del luogo», spiega
Franco Bandelli, assessore ai Lavori pubblici.

All'ingresso del sacrario lungo la strada è stata posizionato una lastra di
marmo, sullo sfondo a debita distanza dalla foiba sono state costruite due
casupole che ospiteranno il centro di documentazione storica-culturale.
Quello che consentirà di illustrare ai visitatori (grazie a pannelli, video,
internet e libri) la tragedia delle foibe. Il centro, gestito con un impegno
triennale dalla Lega nazionale, sarà visitabile con un orario in via di
definizione (dalle 10 alle 19 fra aprile e settembre; dalle 10 alle 17 fra
ottobre e marzo).

L'attività della Lega nazionale sarà coordinata dall'area Cultura, del
direttore Adriano Dugulin, che con l'assessore Massimo Greco punta a far
conoscere in tutta Italia il «pacchetto» storico del '900: «Il sito si
inserisce all'interno di un percorso storico contemporaneo - spiega - che
con la sola Risiera di Sabba ogni anno richiama già a Trieste 100 mila
persone». Un turismo culturale e scolastico, insomma, mettendo a
disposizione dei visitatori non solo un monumento, ma anche la possibilità
di documentarsi.

Gli sforzi del Comune si concentreranno adesso sul museo de Henriquez e
quello del Risorgimento, dopo la riqualificazione del sito di Basovizza. La
lastra in pietra che fino a poco tempo fa copriva la foiba è stata avvolta
nel corten, una sorta di acciaio color ruggine, sopra il quale è stato
eretto un monumento con una croce, che ricorda la carrucola con la quale nel
dopo guerra furono recuperate alcune salme degli infoibati.

«Dopo la storia dei vincitori e dei vinti - dice Dipiazza - è arrivato il
momento di raccontare solo la storia, senza tensioni. A tale riguardo
ricordo che i lavori alla Foiba di Basovizza sono stati possibili di comune
accordo con la Comunella di Sant'Antonio in Bosco, che esercita la sua
competenza nella gestione del terreno. Significa che tutti siamo voluti
andare avanti, senza divisioni». Il nuovo complesso monumentale sarà
ufficialmente inaugurato nel corso della «Giornata del Ricordo» del prossimo
10 febbraio. Un appuntamento al quale è stato invitato il presidente del
Senato, Franco Marini, anche se la presenza della seconda carica dello Stato
non è ancora stata confermata. Il programma della giornata sarà reso noto
lunedì prossimo nel salotto azzurro del Municipio.

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