LA STRAGE TITINA DI VERGAROLLA PER CACCIARE GLI ITALIANI

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In riferimento all'articolo pubblicato su "Il Piccolo" lunedì 9 settembre, sulla strage di Vergarolla, riportiamo un intervento del Presidente del Dalmati Italiani, Onorevole Renzo de Vidovich.

"L’articolo di Ugo Salvini pubblicato su Il Piccolo del 9 settembre u.s., riporta acriticamente le tesi di due note sostenitrici della propaganda titina, Alessandra Kersevan e Claudia Cernigoi, sulla strage di Vergarolla, dimostra sola la caparbietà con la quale si cerca di mettere in dubbio documenti e prove ormai consegnate alla storia.

Ne “Il Dalmata” n. 54 del marzo 2008 davamo notizia, in prima pagina, del documento del Controspionaggio dei Carabinieri e degli archivi dell’intellingence degli inglesi del ‘ 46 con questo breve pezzo che riporto integralmente:

 

Apprendiamo solo ora dal libro Top Secret di Mario Cereghino e Fabia Amodeo che furono i Servizi segreti italiani (battaglione 808 dei Carabinieri per il Controspionaggio,noto come C.S. dipendente dal Sim) ad informare minuziosamente dell’avvenimento i colleghi inglesi, individuando anche gli agenti dell’Ozna che avevano provocato la strage, dall’esecutore materiale Giuseppe Covacich, un ex membro della marina militare italiana a quattro sabotatori dell’Ozna di Trieste Oreste Parovel, Marco Lipez, Silvano Picorich

e Guido Fiorino che vennero trovati in possesso di esplosivo al tritolo”.

Vero è che il Governo italiano del 1946 (che precede la strappo Tito-Stalin del ’48) dove erano presenti ministri comunisti non ritenne allora, pur minuziosamente informato dal CS di giocare questa carta in sede di trattative per la stipula del Trattato di Pace del ’47 che avrebbe potuto cambiare il destino di Pola e forse anche di altre città della costa istriana.

Ai comunisti italiani di allora continuano a fare riferimento le attiviste filo titine, senza rendersi conto che ormai Tito è condannato dalla storia per aver ucciso oltre un milione di jugoslavi anticomunisti, che si cerca ancora oggi ad addebitare alle forze armate italiane."