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  • Civico Museo del Risorgimento (Via XXIV maggio, 4): apertura da giovedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 17.00;
     
  • Centro di Documentazione della Foiba di Basovizza / Monumento Nazionale (Località Basovizza): apertura tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00 fino al 30 giugno e dalle ore 10.00 alle ore 14.00 dal 1° luglio, chiuso mercoledì;
     
  • Civico Museo Revoltella (Via Diaz, 27): apertura dalle ore 9.00 alle ore 19.00, martedì chiuso;
     
  • Civico Museo d’Antichità J. J. Winckelmann (Via della Cattedrale, 15): apertura dalle ore 10.00 alle ore 19.00, lunedì chiuso;
     
  • Civico Museo Sartorio (Largo Papa Giovanni XXIII, 1) apertura da giovedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 17.00;
     
  • Civico Museo Morpurgo (Via Imbriani, 5):  apertura martedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00;
     
  • Civico Museo di Storia Patria (Via Imbriani, 5) apertura martedì dalle ore 9.00 alle ore 13.00;
     
  • Civico Museo d’Arte Orientale (Via San Sebastiano, 1): apertura da giovedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 17.00;
     
  • Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” (Via Rossini, 4): apertura dalle ore 10.00 alle ore 17.00, lunedì chiuso;
     
  • Civico Museo del Castello di San Giusto / Armeria e Lapidario Tergestino al Bastione Lalio – (Piazza della Cattedrale 3): apertura dalle ore 10.00 alle ore 19.00;
     
  • Civico Museo di Guerra per la Pace “Diego de Henriquez” (Via Cumano, 22-24): apertura lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.00; sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00; martedì chiuso;
     
  • Civico Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale (Via Giovanni Palatucci, 5): apertura dalle ore 9.00 alle ore 19.00;
     
  • Civico Museo della Civiltà Istriana Fiumana e Dalmata (Via Torino, 8): apertura da giovedì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 17.00;
     
  • Civico Aquario Marino (Molo Pescheria, 2 / Riva Nazario Sauro, 1): apertura dalle ore 10.00 alle ore 19.00, mercoledì chiuso;
     
  • Civico Museo di Storia Naturale (Via dei Tominz, 4): apertura lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle ore 10.00 alle ore 17.00, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00; martedì chiuso;
     
  • Civico Museo del Mare – Sezione “Lloyd. Deposito a vista” (Magazzino 26 in Porto Vecchio): apertura da venerdì a domenica dalle ore 10.00 alle ore 19.00;
     
  • Civico Orto Botanico (Via Marchesetti, 2): apertura lunedì e mercoledì dalle ore 9.00 alle ore 17.00; martedì, giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

 

«Tiri la porta e delle chiavi non sai che fare: chiudere? A che serve? Domani stesso nelle tue stanze entrerà gente nuova, che non sa nulla della vita vissuta là dentro. Ti porti dietro quello che puoi, poche cose, ma ciò che non potrai portare con te, che mai più riavrai, è la scuola che frequentavi, le voci degli amici, un amore che magari sbocciava, il negozio all’angolo, l’orto di casa, i volti noti, il tuo mare, il campanile…». Poche parole possono spiegare il senso di appartenenza a un paese, una storia, una comunità quanto l’orazione di Lucia Bellaspiga letta anni fa alla Camera nella Giornata del Ricordo: «La mia prima volta a Pola, da bambina, è il ricordo di mia madre che piange aggrappata a un cancello. (…) Al di là di quel cancello una grande casa che doveva esser stata molto bella, ma che il tempo aveva diroccato. (…) Tutto era rimasto come allora. La finestra si aprì e una donna gentile, con accento straniero, capì immediatamente: “Vuole entrare?”, chiese a mia madre. Solo adesso comprendo la tempesta di sentimenti che doveva agitare il suo cuore mentre varcava quella soglia e rivedeva la sua casa, la cucina dove era risuonata la voce di mia nonna, le camere in cui aveva giocato con i fratelli». 

Può anche darsi che il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, chiudendo il suo intervento alle Foibe di Basovizza («Viva l’Istria italiana, viva la Dalmazia italiana, viva gli esuli italiani…») abbia usato toni poco diplomatici. Può darsi. Lui stesso, davanti alle ire slave, si è affrettato a precisare: «Sono stato interpretato male. Nessuna rivendicazione territoriale». Ovvio.

Anche sloveni e croati, però, non possono reagire come si trattasse d’un sanguinoso insulto davanti a ogni palpito di malinconia degli italiani per quelle terre che per secoli, quali che fossero i confini geografici, sono state istro-venete. Non sono rivendicazioni revansciste: sono sospiri di amore perduto. Nessuno vagheggia che Venezia si riprenda le Bocche di Cattaro. Ma nessuno può strappare dai ricordi degli esuli il diritto di emozionarsi davanti al Giuramento di Perasto letto da Giuseppe Viscovich quel 23 agosto 1797 in cui, dopo la caduta della Repubblica, ammainò dopo 377 anni il gonfalone: Tu con noi, noi con te. «Ti co nu, nu co Ti».


 

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