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Apprendiamo con sconcerto ma, purtroppo, poca sorpresa la decisione di dimezzare i fondi per i viaggi della Memoria e l’annullamento dei viaggi alla Foiba di Basovizza e in Istria.

Poca sorpresa perché la misura era stata preannunciata dal vicesindaco Luigi Nieri già l’estate scorsa, suscitando polemiche che – evidentemente – non sono servite a convincere l’amministrazione comunale che il viaggio sui luoghi dei principali crimini del ‘900 non è solo un atto di tardiva giustizia e riconoscimento ma anche e soprattutto un insegnamento per le giovani generazioni.

Fa specie, in particolare, osservare come il tema del Ricordo dell’Esodo degli italiani dalle terre istriane, fiumane, dalmate e delle Foibe, nonostante una Legge che dovrebbe impegnare le istituzioni a preservare e a promuoverne la conoscenza, sia sottovalutato e addirittura nascosto da figure istituzionali che in maniera miope lo riducono a episodio “di parte” e che dovrebbero invece comprendere l’importanza della memoria per ciascun cittadino.

Non vorremmo che dietro questa scelta ci fossero motivazioni ideologiche che speravamo appartenessero al passato.

Rivolgiamo quindi un invito al Sindaco Marino affinché vengano rifinanziati integralmente i “Viaggi della Memoria” ricordando, inoltre, che Roma Capitale ha istituito una “Casa del Ricordo” e che – dopo Trieste – è Roma a ospitare la più numerosa comunità di esuli provenienti da Istria, Fiume e Dalmazia.

Comitato 10 Febbraio

Sabato 11 gennaio presso il Palazzo della Provincia, in via Aurelio Saffi 49 a Viterbo, è stata inaugurata la mostra fotografica "TRIESTE 1953 GLI ULTIMI MARTIRI DEL RISORGIMENTO" che racconta le giornate del novembre 1953, che restituirono Trieste alla Madrepatria. La mostra ha subito riscontrato un grande successo.

Riportiamo di seguito i link agli articoli, con fotografie, che hanno sottolineato l'importanza dell'iniziativa:


http://www.ilmessaggero.it/viterbo/trieste_viterbo_foibe_mostra_provincia/notizie/439563.shtml

http://www.tusciaweb.eu/2014/01/foibe/

http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese_v2/arte-e-cultura-id-21587-titolo-Sala-Anselmi--Viterbo-Inagurata-la-mostra-sul-60-anniversario-dei-Fatti-di-Trieste.html
http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese_v2/arte-e-cultura-id-21574-titolo----Trieste-1953-----una-mostra-per-ricordare-la-rivolta-per-litalianita-sul-confine-orientale--La-Provincia-ospita-liniziativa-del-Comitato-10-Febbraio-e-della-Lega-Nazionale-Trieste.html
http://www.occhioviterbese.it/occhioviterbese_v2/arte-e-cultura-id-21573-titolo-Domani-sabato-11-gennaio-linaugurazione-della-mostra-sul-60---anniversario-dei----Fatti-di-Trieste----in-cui-persero-la-vita-sei-italiani.html

http://www.newtuscia.it/interna.asp?idPag=58203

http://www.ontuscia.it/cultura/inaugurata-la-mostra-sul-60-anniversario-dei-fatti-di-trieste-122737
http://www.ontuscia.it/cultura/martiri-del-risorgimento-italiano-una-mostra-fotografica-per-non-dimenticare-122584

http://www.osservatorelaziale.it/index.asp?art=9002

 

La Mostra sarà aperta da sabato 11 gennaio a domenica 19 gennaio dalle ore 17.00 alle ore 19.30 presso la Sala "Anselmi", in via Aurelio Saffi, a Viterbo.

 

La Lega Nazionale ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali per il prossimo triennio. Alla Presidenza è stato confermato, per acclamazione, l’avv. Paolo Sardos Albertini, che presiede il Sodalizio dal 1988.

L’Assemblea dei Delegati ha inoltre eletto il Consiglio Direttivo Centrale, composto da 24 consiglieri nonché, quali membri di diritto, dai Presidenti delle Sezioni di Dalmazia, di Fiume, di Gorizia e di Muggia.

Sono stati infine eletti dal Consiglio Direttivo Centrale, i Vicepresidenti dott. Guido Sonzio e Gen. Riccardo Basile e quali componenti la Giunta di Presidenza i consiglieri col. Antonino Augusto, prof. Adriano De Vecchi, dott. Livio Marchetti, Giuliano Pavan, prof. Stefano Pilotto, prof. Diego Redivo, dott. Lorenzo Salimbeni, Fulvio Sluga.

Venerdì 20 dicembre 2013 alle ore 12.00, la Lega Nazionale ricorderà Guglielmo Oberdan, nell’anniversario del suo sacrificio, con una cerimonia che si terrà al Sacello in Piazza Oberdan e la deposizione di corone d’alloro.

La cerimonia è organizzata in collaborazione con il Comune di Trieste e la Federazione Grigioverde.

 

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Riportiamo di seguito l'Intervento del dott. Lorenzo Salimbeni (Lega Nazionale Trieste) al convegno internazionale di studi, organizzato dalla Società di Studi storici e geografici di Pirano, sul tema : “8 settembre 1943. I giorni che cambiarono la Venezia Giulia”, tenutosi a Isola d’Istria il 28 e 29 novembre 2013.

 

In seguito allo smembramento del Regno dei Karadordevic consumatosi nell’aprile 1941, la Dalmazia era già stata per un biennio un chiaro esempio della maldestra politica di occupazione portata avanti nella ex Jugoslavia dall’Italia fascista nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Sovrapposizioni  di competenze e progettualità contrastanti tra militari, gerarchi e civili avevano gettato nel disordine il Governatorato di Dalmazia, il quale formalmente faceva parte del Regno d’Italia e di fatto era già terreno di guerriglia partigiana ben prima dell’8 settembre. Pur appartenendo formalmente al territorio metropolitano, infatti, in Dalmazia operavano sempre più agguerrite formazioni partigiane facenti capo a Tito e d’altro canto lo Stato Indipendente Croato fin dalla sua nascita aveva tenuto attivi focolai irredentisti che minavano la stabilità dell’alleanza fra Roma e Zagabria.

Nel momento in cui si diffuse la notizia dell’armistizio, la situazione implose e le truppe italiane, come in altri scenari balcanici, si trovarono allo sbando fra reparti tedeschi e partigiani comunisti, ma in questo scenario si inserirono anche il dramma della popolazione civile (coinvolta nella prima ondata di infoiba menti) e le rivendicazioni annessioniste della Croazia.

L’esigua comunità italiana, che si era cercato d’irrobustire pure ad italianizzazioni forzate, ricevette il colpo finale per la sua sopravvivenza; la politica nazionalsocialista di mantenere legati a sé i propri alleati minori ricorrendo ad annessioni territoriali, riguardò stavolta la costa dell’Adriatico orientale a beneficio del regime di Ante Pavelic.

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