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In occasione della 50a edizione della Barcolana, il Sistema Bibliotecario Giuliano, in collaborazione con l’A.S.D. Società Velica di Barcola/Grignano, promuove una “Caccia al tesoro” che si svolgerà dal 5 al 12 ottobre e che coinvolgerà 21 sedi bibliotecarie, fra le quali quella della Lega Nazionale, sita in via Donota 2.

La Caccia al tesoro consiste nell’indovinare la frase misteriosa (composta da 6 parole) raccogliendo le lettere che si  trovano alla pagina 50 di uno dei libri che nel titolo includono la parala MARE/MORJE che le biblioteche metteranno a disposizione dei partecipanti Una volta trovata la lettera, questa dovrà essere lasciata nel libro dopo essere stata trascritta sulla scheda di partecipazione nell’apposito spazio relativo alla biblioteca. La scheda dovrà essere timbrata dalle biblioteche visitate.

I primi tre equipaggi che avranno composto correttamente la frase nel minor tempo possibile risulteranno vincitrici della caccia tesoro.

 

Questo è l’elenco delle biblioteche partecipanti alla caccia al tesoro per gli aspiranti Sherlock Holmes:

Biblioteca civica “Attilio Hortis” Via Madonna del Mare n. 13 – Trieste; orario: da lunedì a venerdì 9.00-19.00 e sabato 9.00-13.00; tel. 0406758200; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca comunale “Pier Antonio Quarantotti Gambini” via della Lodole, 6 e 7a – Trieste; orario lunedì-martedì-mercoledì-venerdi 9.00-13.00 / 15.00-19.00 e giovedì 9.00-19.00; sabato 9.00-13.00; tel. 0400649556; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca comunale “Stelio Mattioni” via Petracco, 10 – Trieste; orario lunedì-mercoledì-venerdi 15.00-19.00 e martedì-giovedì 9.00-13.00; sabato 9.00-13.00; tel. 040823893; email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte via Rossini, 4 – Trieste; orario (previo appuntamento) lunedì-mercoledì 9.00-16.00 e martedì-giovedì-venerdì 9.00-13.00; tel. 0406758774-0406758843; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca d’arte “Sergio Molesi” – Civico Museo Revoltella via Diaz, 27 – Trieste; orario lunedì-mercoledì 9.00-13.00, altri giorni su appuntamento; tel. 0406754394;mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca del Museo di Storia Naturale via Tominz, 4 – Trieste; orario lunedì-mercoledì 10.00-12.30 / 14.30-16.30 e martedì-giovedì-venerdì 10.00-13.00; tel. 0406758662-8230; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca del Museo del Mare via Campo Marzio 5 – Trieste; orario venerdì 9.00-13.00; tel.040304885-040304987; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca del Museo Teatrale “C. Schmidl” via Rossini, 4 – Trieste; orario lunedì-mercoledì 9.00-12.30 / 13.30-16.30 e martedì-giovedì-venerdì 9.00-13.00; tel. 0406754072; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca dell’Archivio generale via Punta del Forno, 2 – Trieste; orario lunedì-mercoledì 9.00-12.30 / 14.00-17.00 (con ingresso fino alle 16.30) e giovedì-venerdì 9.00-12.30; tel. 0406758339; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca comunale di Sales- Salež / Občinska knjižnica v Saležu Loc. Sales- Salež , 66, Sgonico-Zgonik (TS); orario lunedì 15.00-19.00 e mercoledì 17.00-19.00; tel. 040229533; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca comunale di S. Dorligo della Valle – Dolina /Občine Dolina Loc. Bagnoli della Rosandra, 279, S.Dorligo della Valle (TS); Orario martedì 9.30-12.30 e mercoledì-venerdì 16.00-18.30; tel. 040227008; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca del’IRCI (Istituto Regionale per la Cultura Istriana) via Duca d’Aosta, 1 – Trieste; orario da lunedì a venerdì 10.00-12.00; tel. 040639188; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca dell’Istituto regionale per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea nel Friuli Venezia Giulia Salita di Gretta, 38 – Trieste; orario da lunedì a giovedì 9.00-13.00 / 14.00-16.30 – CHIUSO 11 OTTOBRE 2018 – venerdì 9.00-14.00; tel. 04044004; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca storica e moderna della comunità Greco orientale Riva Tre Novembre, 7 – Trieste; orario dal 15 giugno al 1 ottobre: martedì-venerdì 16.30-19.30 e dal 2 ottobre al 14 giugno: martedì-venerdì 15.00-18.00; tel. 040635614; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca Dušan Černe/Knjižnica Dušana Černeta via Donizetti, 3 – Trieste; orario (previo appuntamento): da lunedì a venerdì 9.00-13.00; tel. 040662407; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca della Comunità religiosa Serbo ortodossa piazza. S. Antonio, 7 – Trieste; orario lunedì 17.00-19.00 e venerdì 10.00-12.00; tel. 040631328; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca della Lega Nazionale via Donota, 2 – Trieste; orario da lunedì a venerdì 10.00-12.00 / 17.00-19.00; al pomeriggio compatibilmente con le iniziative e conferenze previste. Tel. 040365343; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca dell’Istituto “Rittmeyer” viale Miramare, 119- Trieste; orario da lunedì a venerdì 8.30-12.30 /13.30-17.30; tel. 0404198911; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca “Claudio Viola” del Liceo scientifico “G. Oberdan” via P. Veronese, 1 – Trieste; orario martedì 15.00-16.30 e giovedì 10.15-12.15; chiuso durante le vacanze estive; tel. 040309406; mail: tsps03000b@istruzione

Biblioteca “Luciana Schleifer” del Liceo classico “F. Petrarca” via D. Rossetti, 74 – Trieste; orario 8,10 e 11 ottobre dalle 14.30 alle 16.30; tel. 040390202; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Biblioteca dell’Istituto tecnico statale “A. Volta” via Monte Grappa, 1 – Trieste; orario martedì 16.15-17.45; tel. 04054981; mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Foto: Nel Pavletić / PIXSELL

Autore: Sandy Uran 


Foto Nel Pavletić / PIXSELLUn libro di William Klinger, lo storico fiumano ucciso da Alexander Bonich il 31 gennaio 2015 all'Astoria Park di New York, è stato presentato nel salone della Comunità degli Italiani di Fiume. Per realizzare il libro, intitolato "Un 'altra Italia: Fiume 1724 - 1924" o " Druga Italija: Rijeka 1724. – 1924," si sono adoprati lo storico Diego Redivo, amico di Klinger, in veste redazionale, il Centro di ricerche storiche di Rovigno e la Lega Nazionale di Trieste.

Una serata, il cui moderatore è stato il giornalista Sandro Vrancich, in onore dello storico, laureato a Trieste e addottorato a Fiesole, vincitore postumo del Premio Città di Fiume, che ha dedicato le sue ricerche alla propria città natale,  ha trattato il tema spinoso dell’OZNA nel libro intitolato “Il terrore del popolo. Storia dell’OZNA, la polizia politica di Tito” ed è stato coautore dell’opera “Tito – storie impopolari” con  Denis Kuljiš.

 

Ricercatore geniale

“Il libro è stato scritto dal figlio di questa città dal passato eccezionalmente ricco, che era uno storico della nuova era. La sua competenza e le sue capacità linguistiche gli hanno aperto le porte di numerosi archivi in tutto il mondo. La sua passione per la ricerca era vulcanica. Svolgeva il suo lavoro di ricercatore con energia ed entusiasmo eccezionali. Era una grande fonte di conoscenza.” ha detto, rivolgendosi a un vasto pubblico, il prof. Giovanni Radossi, direttore del Centro per la ricerca storica a Rovigno.

Il presidente della Lega Nazionale di Trieste, l'avvocato Paolo Sardos Albertini, ha spiegato che considerava Klinger un figlio e ha sottolineato l'importanza di questa edizione, che elabora la ricca storia della città di Fiume. "Ricordo il nostro primo incontro. Mi ha esposto appassionatamente i suoi progetti e così è iniziata la nostra collaborazione.Questo libro si occupa della storia complicata di Fiume e non si tratta semplicemente dell’opera di uno storico: Klinger era un ricercatore di alto livello, oserei dire geniale. La sua tragica fine ha lasciato un segno profondo in tutti noi che lo abbiamo conosciuto” ha detto Sardos Albertini.


Il redattore del libro e collega stretto di Klinger, lo storico Diego Redivo, ha parlato molto emotivamente del suo amico.


Gioia e dolore

“Questa sera è sia gioiosa che triste per me. Gioiosa perché è stato pubblicato un libro, l’opera di Klinger, che merita sicuramente, e triste perché si tratta dell’opera postuma di Klinger, il quale ci ha lasciato troppo presto e tragicamente e che sicuramente avrebbe arricchito ancora le nostre conoscenze con nuove ricerche e scoperte. La sua morte è una grande perdita per la sua famiglia e per gli amici, ma anche per la comunità intellettuale. Ricordo quando ricevetti l’SMS che diceva che era stato ucciso. Non ci potevo credere. Sono rimasto scioccato. La sua tragica morte mi ha colpito molto duramente. Non eravamo amici in modo classico, ma per affari. Ci piaceva discutere degli argomenti che ci interessavano. Ci siamo incontrati nel 2000 a un simposio. Provavo una grande simpatia per lui perché era un eccellente storico e linguista, una mente intellettuale che non conosceva tregua ed era estremamente appassionato del suo lavoro. Il materiale che ho curato per questo libro è stato l'essenza del suo precedente lavoro sul tema della storia di Fiume, che non è affatto semplice. È importante sottolineare che ha dato una sezione trasversale di eventi storici dalla scena storica internazionale, che ha influenzato il contesto locale, vale a dire Fiume.” ha detto Diego Redivo

Alla presentazione del libro hanno partecipato anche la moglie dello storico assassinato, Francesca Klinger, il direttore del Museo della Città di Fiume, Ervin Dubrović, il proprietario del negozio di antiquariato Mali Neboder Saša Dmitrović e altri intellettuali, amici e ammiratori del lavoro di ricerca di Klinger. In questa occasione il Presidente della Comunità degli Italiani di Fiume, Moreno Vrancich, ha regalato doni commemorativi in segno di apprezzamento.

Diego Redivo - Avevo un obiettivo: rendere giustizia a William  
 

Foto Roni BrmaljIn una breve conversazione con il redattore del libro "Un 'altra Italia: Fiume 1724 - 1924", lo storico Diego Redivo, abbiamo appreso che si è dedicato al libro per due anni.

Ho lavorato al libro per due anni perché ho dovuto revisionare alcune parti, operazione nella quale mi ha aiutato molto il Centro per le ricerche storiche di Rovigno. Ero talmente immerso nel materiale storico che in alcuni momenti non sapevo se ci fossero delle ripetizioni e in questo mi ha aiutato molto il Prof. Radossi esaminando tutto il materiale. Le note che William aveva messo nei file erano le note che avrebbe dovuto usare nello scrivere quest’opera. Quindi ho dovuto cercarne gli autori e controllare le fonti. Era un progetto che richiedeva molta responsabilità. Ma avevo un obiettivo: rendere giustizia a William. Meritava molto di più di quanto abbia mai avuto.  Gli spettava un posto all'Università molto prima di alcuni altri, che non erano storici di qualità come lui. Si aspettava di realizzarsi lavorativamente e non solo in America, ma purtroppo il destino ha deciso per lui differentemente.


Hai detto che sosteneva la famiglia lavorando al casello autostradale?

Sì. Era un uomo che non si chinava, non scendeva a compromessi, non voleva fare il portaborse a qualche docente di università e questo ha influito sulla sua situazione economica. Aveva le sue idee che avrebbero potuto infastidire qualche altro storico e quindi non ha mai avuto quello che si meritava, considerata la sua brillante mente intellettuale.


Cosa ti piaceva di più di William Klinger?

Era stimolante. La sua passione per la storia ha motivato altri colleghi a lavorare meglio. Era un vero vulcano.  Quando parlava di eventi storici, parlava con passione, ma anche in modo molto competente, esponendo fatti storici. Non si poteva fare a meno di ascoltarlo con molta attenzione. Ma durante i nostri incontri scherzavamo anche sul nostro conto e ci divertivamo. Non abbiamo collaborato a stretto contatto su un determinato progetto storico, ma per lo più ci siamo incontrati frequentando gli stessi convegni e quegli incontri sono stati speciali e preziosi per me.

Articolo originale

Sono arrivati in Italia i resti dei nostri connazionali trucidati nel 1945 dalla polizia politica del maresciallo Tito e riesumati lo scorso luglio dalla fossa di Castua, in Croazia

 - Lun, 17/09/2018 - 21:01

 

Eccoli alla fine. Quei poveri resti scomposti e frammisti, rimasti nascosti in una fossa comune per 72 anni, sono arrivati in Italia.

È quello che rimane degli italiani trucidati il 4 maggio del 1945 a Castua, in Croazia, dalla polizia politica del maresciallo Tito.

Sono sette, e non nove come era stato inizialmente ipotizzato, le vittime 

esumate lo scorso luglio nel Fiumano. Tra loro ci sono il senatore e podestà di Fiume Riccardo Gigante, il legionario fiumano Nicola Marzucco e il vice brigadiere dei Carabinieri Alberto Diana. Adesso riposano sul lago di Garda, nel Vittoriale degli Italiani di Gabriele D’Annunzio, provvisoriamente accolte nell’arca intitolata dallo stesso Vate all’amico Riccardo Gigante, ardente fiumano, ben prima della sua triste fine.

Prima di tornare al di qua del confine, il parroco di Sant’Elena, padre Franjo Jurčević, gli ha dato l’estremo saluto. La cerimonia funebre si è svolta sabato scorso, alla presenza del console italiano a Fiume, Paolo Palminteri, del commissario generale dell’Onorcaduti, Alessandro Veltri, e di un rappresentante del Ministero degli esteri croato. Non poteva mancare, ovviamente, la Società degli Studi Fiumani, con il presidente Giovanni Stelli, a cui si deve il merito di questa sepoltura, tardiva ma dovuta. Era il 1992 quando il presidente di allora, Amleto Ballarini, attraverso un tenace lavoro di ricerca, riuscì ad individuare quella fossa ed a ricostruire la dinamica dell’eccidio, avviando così l’iter per l’esumazione delle salme.

Ed è anche sulla scia di questa esumazione che, oggi, Fratelli d’Italia ha raccolto l’appello degli esuli, presentando una proposta di legge che chiede la revoca dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana conferita a Tito nel 1969. L’obiettivo è quello di modificare la legge che istituisce l’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Omri) e che esclude la possibilità di revoca delle onorificenze a persone non più in vita.

Il primo firmatario della proposta è il parlamentare bellunese Luca De Carlo. “È inammissibile che chi si sia macchiato di crimini contro l’umanità resti insignito di una croce al merito che è la più alta onorificenza dello Stato italiano”, spiega De Carlo a Il Giornale.it. Ci aveva già provato, nel 2013, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmaziascrivendo al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, senza però riuscire a trovare uno sponsor politico che si facesse carico di presentare e calendarizzare l’emendamento. Ora però il vento è cambiato. “Nel governo precedente – ragiona De Carlo – sarebbe stato impossibile, oggi mi auguro che i colleghi della Lega prendano a cuore questa battaglia in modo da concludere l’inter entro questa legislatura”. Anche il deputato di Forza Italia Guido Pettarin ha firmato la proposta e, annuncia De Carlo, “puntiamo a farla sottoscrivere alla più ampia gamma di forze politiche per farla calendarizzare in tempi brevi, prima in commissione affari costituzionali, e poi in aula”.

 

 

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