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Il Presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota ha convocato una conferenza stampa, che avrà luogo giovedì 24 ottobre 2013 alle ore 10.00 presso il Politeama Rossetti (Caffè Rossetti), viale XX Settembre 45 a Trieste, indetta per precisare meglio le ragioni delle perplessità manifestate da gran parte del mondo dell’esodo alla vigilia della prima dello spettacolo “Magazzino 18” di Simone Cristicchi, e per evidenziarne il pieno e meritato successo.
Alla conferenza stampa interverranno il Presidente della Lega Nazionale avv. Paolo Sardos Albertini ed il Presidente dei Dalmati di Trieste, on. Renzo de’ Vidovich.

La Federazione Grigioverde di Trieste, nel momento in cui nella nostra Trieste si assiste ad una crescente disaffezione per l'Italia sconfinante nella perdita di coscienza nazionale, propone, in sintonia con la Lega Nazionale, baluardo storico dell'italianità delle terre Giulie, di esporre il Tricolore ad ogni finestra delle nostre abitazioni a far data dal 26 ottobre, anniversario del ritorno dell'Italia a Trieste, fino al 4 Novembre, ricorrenza del raggiungimento dei confini naturali.

Eventuali esigenze di Bandiere possono essere rappresentate alla "Grigioverde" (Casa del Combattente, 4° p. stanza 19 Tel 040 660287), oppure alla Lega Nazionale (Via Donota 2, Tel 040 365343)

http://www.nondimentighemo.it/

On line www.nondimentighemo.it Il progetto Non dimentighemo è il primo studio sperimentale sul vissuto delle persone che hanno conosciuto il dramma dell'esodo con le loro famiglie. Questo tema delicato è stato per anni oggetto di controversie e di lunghi silenzi, cose queste che hanno reso difficile poter ottenere un riconoscimento e una pacificazione storica. Con questo progetto i promotori vorrebbero raccogliere i vissuti della prima, seconda e terza generazione per formare una storia dialogata e riconoscerne le peculiarità, le domande specifiche e l'identità istriana. L'obiettivo è il benessere della persona inserita in un contesto di valenza scientifica che escluda ogni valenza politica o ideologica.

Riportiamo l'articolo di Cristiano Gatti, apparso su "Il Giornale" venerdì 27 settembre.

 

Prosegue con furore asburgico la germanizzazione delle più belle vallate italiane. Nell'indifferenza dell'Italia, ovviamente. Siamo praticamente alla spallata finale: dopo avere di fatto distrutto la scuola in lingua italiana, dopo avere sostanzialmente estromesso l'etnia italica da benefici e privilegi sociali, arriviamo al provvedimento più cattivo e più simbolico di tutti, l'abolizione del tricolore.

Nelle ultime ore, il consiglio provinciale di Bolzano, cioè dell'Alto Adige, cioè del Sud Tirolo (come pretendono orgogliosamente di chiamarlo in zona) ha stabilito che i rifugi delle più incantevoli montagne italiane (senza niente togliere alle altre, ma è così) non potranno più chiamarsi con nome italiano (e sin qui siamo nella bieca normalità), ma neppure issare la bandiera italiana (e qui entriamo nella vergogna assoluta).


TLT nel 2013? Lunare....

Come correttamente riportato nell'edizione domenicale del Piccolo, trovandomi a Roma a dibattere della ricostruzione di una destra politica per l'Italia, non ho potuto prendere parte alla manifestazione promossa da "Trieste pro Patria"  ma tengo a ribadirvi la mia adesione ideale.

Credo sia giusto risvegliare l'anima nazionale di Trieste e farla uscire dall'apatia, non solo nel solco della rivendicazione orgogliosa della storia sofferta che ha consacrato questa città all'Italia, ma anche di quanto l'Italia abbia  dato e continui a dare a Trieste in termini di economia, collegamenti, strutture, servizi sociali, sanità, cultura...

E' lunare che nell'anno del Signore 2013 si possa con 70 anni di ritardo, vagheggiare di riesumare una creazione abortita allora (il cosiddetto TLT) e va smascherato il grande bluff di chi, profittando della crisi e del sentimento di stanchezza della gente, cavalca suggestioni miracolistiche prive di qualunque concretezza, fuori dal tempo e dalla storia, illusioni isolazionistiche e  indipendentiste in salsa dialettale che farebbero sorridere nell'Europa del terzo millennio, se non nascondessero - come dimostrano "illustri" presenze in quelle file - un mix tra agitatori in servizio permanente effettivo, sentimenti antinazionali, guastatori senza patria.

Roberto Menia

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