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riportiamo l'articolo apparso su "Il Piccolo" del 17 settembre, a firma di Mauro Manzin

 

"Tra Italia e Slovenia (tre incontri in due mesi tra il presidente del Consiglio Enrico Letta e la premier Alenka Bratušek a Roma, a Bled e a Venezia) si parla di tutto. Un solo tema resta tabù: la sorte delle opere d’arte e degli archivi che durante il fascismo sono stati trafugati dalle chiese e dalle loro originarie ubicazioni in Istria. Il problema è stato sollevato al Parlamento di Lubiana dal deputato socialdemocratico Samo Bevk con un’interrogazione.


Riportiamo l'articolo di Marco Bagozzi e Lorenzo Salimbeni apparso su eurasia-rivista.org il 12 settembre e su destra.it

Uno spettro si aggira per le strade di Trieste ed ha avuto anche l’attenzione di qualche testa nazionale che non sapeva come riempire le proprie pagine durante il periodo estivo: il TLT!

Tale acrostico indica il cosiddetto Territorio Libero di Trieste, previsto dal Trattato di Pace che l’Italia firmò il 10 febbraio 1947 a Parigi e che sancì cospicue perdite territoriali: le colonie, i valichi confinari con la Francia di Briga e Tenda, ma soprattutto al proprio confine orientale la neonata Repubblica italiana vide svanire quasi del tutto le conquiste maturate al termine della Grande Guerra. Dopo le tragiche vicende che coinvolsero anche i civili durante il conflitto e nell’immediato dopoguerra, Fiume, la Dalmazia e gran parte dell’Istria risultavano assegnate alla rinata Jugoslavia, ma restava ancora in sospeso una questione: il futuro di Trieste. Per l’Italia, era il simbolo della fase finale del Risorgimento, la città che, assieme alla “gemella” Trento, doveva essere annessa a tutti i costi per completare il percorso di unificazione nazionale. D’altro canto il capoluogo giuliano costituiva anche la struttura portuale maggiormente sviluppata del litorale adriatico orientale, la sua comunità slava autoctona si era ampliata nella fase finale dell’Impero austro-ungarico e quindi la Jugoslavia di Tito faceva pressioni su Stalin affinché l’URSS in sede diplomatica sostenesse anche questa rivendicazione territoriale che nella primavera 1945 si era fugacemente già concretizzata. Il 10 giugno 1945 un accordo fra angloamericani e jugoslavi aveva però posto fine all’occupazione jugoslava della città, durata quaranta giorni. In attesa delle decisioni della Conferenza di Pace, la Venezia Giulia venne spartita lungo la cosiddetta Linea Morgan (dal nome dell’ufficiale britannico che la propose) in una Zona A sotto Amministrazione Militare anglo-americana, comprendente Trieste, Gorizia e l’enclave di Pola ed in una Zona B sotto Amministrazione Militare jugoslava, comprendente l’entroterra triestino e goriziano e tutta l’Istria, laddove l’assegnazione di Fiume e di Zara alla nuova compagine statale jugoslava era già fuori discussione.


In riferimento all'articolo pubblicato su "Il Piccolo" lunedì 9 settembre, sulla strage di Vergarolla, riportiamo un intervento del Presidente del Dalmati Italiani, Onorevole Renzo de Vidovich.

"L’articolo di Ugo Salvini pubblicato su Il Piccolo del 9 settembre u.s., riporta acriticamente le tesi di due note sostenitrici della propaganda titina, Alessandra Kersevan e Claudia Cernigoi, sulla strage di Vergarolla, dimostra sola la caparbietà con la quale si cerca di mettere in dubbio documenti e prove ormai consegnate alla storia.


In riferimento agli attacchi alla Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani riportati lunedì 9 settembre sul quotidiano “Il Piccolo” nell’articolo di pagina 17 dal titolo «Strage di Vergarolla, confutiamo la tesi di Serracchiani», riportiamo una replica di Paolo Radivo,Direttore de “L’Arena di Pola” e segretario del Libero Comune di Pola in Esilio.

"Leggiamo con dispiacere le critiche rivolte alla Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani per il bel messaggio da Lei trasmessoci in vista delle cerimonie polesi a ricordo delle vittime della strage di Vergarolla, e le riconfermiamo gratitudine per la sua attenzione e apprezzamento per le sue significative parole.


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