• 040365343
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

italia 150

 

Vogliamo ricordare la data del 24 maggio, con una bella lirica poetica di Giulio Camber Barni.

Le poesie che Giulio Camber Barni, volontario combattente, scrisse in trincea tra il 1915 e il 1918, apparvero in 12 puntate, dal 6 ottobre 1920 al 1 gennaio 1921, sul settimanale repubblicano della Venezia Giulia “L’Emancipazione”.

Nel 1935, Virgilio Giotti cura l’edizione in volume delle poesie di Camber Barni , “La Buffa”, per lo Stabilimento Tipografico Mutilati di Trieste.

A pochi giorni dalla stampa, il volume viene sequestrato per ordine del prefetto di Trieste Carlo Tiengo, forse a causa di ruggini politiche con il mondo degli ex combattenti.

Precedentemente, nel 1923, alcune poesie erano apparse, grazie all’interessamento di Giani Stuparich , “un figlio della Lega” sulla rivista “Le Nuove provincie”.

Lo stesso Stuparich in “Trieste nei miei ricordi” ebbe a scrivere : “(….) il solo poeta veramente popolaresco dell’altra guerra, la visse col popolo soldato, la sentì e la espresse con l’invenzione, la rozzezza, il cuore e la tragicità del popolo”.

 

 

LA CANZONE DI LAVEZZARI di Giulio Camber Barni

 

Il 24 maggio

La notte della guerra,

Giuseppe Garibaldi

uscì di sotto terra.

 

E andò da Lavezzari,

che si beveva il vino;

gli disse “Lavezzari,

vecchio garibaldino,

 

Lavezzari, vecchio fante,

è scoppiata un’altra guerra,

ma io non posso andarci:

perché sono sottoterra.

 

Camerata di Bezzecca,

mio vecchio portabandiera,

va’ te sul Podgora,

e porta la mia bandiera!”

 

E allora Lavezzari

Senza il becco di un quattrino

-non aveva che la camicia

e due soldi per il vino-

 

si prese la camicia,

dimenticò gli affanni,

e salì nella tradotta

come uno di vent’anni.

 

E il 19 luglio

arrivò sulla trincera,

si levò la giubba verde,

mostrò la sua bandiera.

 

E disse ai volontari

romagnoli e triestini:

Avanti alla baionetta,

e fate i garibaldini!”

 

E in testa a tutti i fanti

uscì dalla trincera

con la camicia rossa

che era la sua bandiera.

 

E i fanti della Giulia,

di Romagna e del Trentino

lo seguirono all’assalto,

e occuparono il fortino.

 

Ma lui non era pago,

oltrepassò il fortino,

e mosse verso il Peuma

e il Monte Sabotino.

 

Quattro portaferiti,

passata la bufera,

uscirono per cercare

il suo corpo e la bandiera.

 

Finalmente con la luna

che uscì dal Sabotino,

essi videro, tra i massi,

il vecchio garibaldino.

 

Egli stava sull’attenti

davanti al Generale,

che gli appuntava al braccio

i galloni di caporale.

 

E i morti dell’Isonzo,

fanti, honved, graniciari,

presentavano le armi

al vecchio Lavezzari.

 

Garibaldi diè il piedarme,

lo baciò due volte in fronte,

poi spariron con la luna

che discese dietro il monte.

La Lega Nazionale di Trieste ha aderito al Comitato regionale "...verso il Centenario. La Grande Guerra", coordinamento tra associazioni, studiosi, pro loco e istituti interessati ai vari aspetti dell'imminente centenario della Prima Guerra Mondiale.

La Lega Nazionale in particolare svilupperà progetti di ricerca, incontri culturali nonchè attività didattiche ed educative a partire dal proprio patrimonio archivistico e documentale, con particolare riferimento alle vicende che hanno interessato il Friuli Venezia Giulia e le terre all'epoca irredente.

 

logo 01

La Fondazione dalmatica Rustia Traine di Trieste e la Congregazione “San Girolamo” del Patriziato e della Nobiltà dalmata saranno presenti alle esequie di Ottavio Missoni, che si svolgeranno lunedì alle ore 14.30 nella Basilica di Santa Maria Assunta di Gallarate, con una delegazione, i manti e le insegne del Patriziato veneto di Dalmazia, di cui Ottavio era Socio per diritto di famiglia e Honoris Causa, e con il Gonfalone del Regno di Dalmazia, che cessò di esistere nel 1918.

 

Il Presidente Renzo de’Vidovich è stato incaricato dall’Ambasciatore Staffan de’Mistura, impossibilitato ad essere presente di persona perché impegnato in India nella difesa dei nostri marò oggetto di processo penale, a rappresentarlo come dalmata e amico di Ottavio.

 

missoni 13

La Lega Nazionale esprime il suo dolore per la scomparsa del "Sindaco" Ottavio Missoni.

Riportiamo di seguito i messaggi di condoglianze inviati al Libero Comune di Zara in esilio e alla Famiglia Missoni dal Presidente della Lega Nazionale avv. Paolo Sardos Albertini

 

Al dott. Franco Luxardo

Vice Sindaco del Comune di Zara in Esilio

Carissimo Franco, ho appreso della dolorosa scomparsa del grande Ottavio Missoni e desidero esprimere a Te e a tutti gli amici Dalmati le più sentite condoglianze della Lega Nazionale e mie personali.

Paolo Sardos Albertini

 

Gentile Famiglia

MISSONI

La Lega Nazionale di Trieste , con tutte le sue Sezioni e Delegazioni, inchina il gonfalone sociale per porgere l’estremo saluto al grande Ottavio Missoni, Sindaco del Libero Comune di Zara in Esilio, nobile figlio della terra di  Dalmazia, nostro caro e affezionato Amico.

Partecipa commossa al grave lutto che ha colpito la Vostra famiglia e porge le più sentite condoglianze.

Avv. Paolo Sardos Albertini

Presidente della Lega Nazionale di Trieste

 

missoni 3

 

Immagine scattata il 18 settembre 1993 in occasione del Raduno Nazionale dei Dalmati a Trieste, in Piazza dell’Unità d’Italia:  Ottavio Missoni con la bandiera della Lega Nazionale (si riconoscono il dott. Fulvio Tamaro, Segretario Centrale, e il geom. Giorgio Pross, componente del Consiglio Direttivo del Sodalizio triestino)

Libri, DVD e gadget

Se volete avere libri, DVD e gadget della Lega Nazionale

cliccate QUI 

Ultima novità:

Per un grande amore 

I Giovani della Lega nazionale

 

 

Vuoi partecipare alle nostre attività? Vuoi collaborare con la Lega nazionale? Ha i voglia di portarci le tue idee, di mettere a frutto le tue capacità?

 

carto3pic

 

Il gruppo Giovani (18 ai 35 anni) si incontra

presso la sede di Via Donota 2

scrivici o chiamaci!