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Sezione di Gorizia

LA SEZIONE DI GORIZIA
Si rammento che la sede è aperta il martedì e giovedì dalle 17.15 alle 18.30, e che abbiamo ripreso l'assistenza per gli indennizzi dei beni abbandonati e che forniamo assistenza ai discendenti dei deportati ed infoibati per presentare l'istanza di concessione del previsto riconoscimento (legge 92/2004).
Si raccomando, infine, di rinnovare l'iscrizione e di portare nuovi Amici alla LEGA NAZIONALE, con le seguenti quote: € 10,00 per il capo famiglia ed € 5,00 per ciascun familiare. Potete versare l'importo sul c/c postale n. 46206835 intestato alla Lega Nazionale.
Lega Nazionale sezione di Gorizia
via Oberdan 6 (ingresso via Oberdan 24) - Gorizia
Tel. 0481/533911
Email:
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Presidente : cav.dott. Rodolfo Ziberna
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Sezione di Fiume
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Sezione di Gorizia - archivio
Archivio dei documenti della Sezione di Gorizia
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Sezione di Duino Aurisina
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Sezione di Monfalcone
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Delegazione di Belluno
A Belluno la Lega Nazionale è sorta nel settembre del 2005 e ha già al suo attivo una conferenza di pre
sentazione – tenutasi il 14 novembre 2005 presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Tiziano” – del volume dello storico Diego Redivo sulle vicende della Lega dalla fondazione sino ai giorni nostri. Inoltre, dal 10 al 18 febbraio 2006., la Lega Nazionale ha organizzato presso l’Auditorium di Belluno, insieme con il Comune del capoluogo, la mostra fotografica “40 giorni” sull’occupazione jugoslava di Trieste nel maggio giugno 1945, aperta e chiusa da due conferenze di approfondimento storico sui dolorosi eventi oggetto dell’esposizione. Nel maggio 2006 si è svolta a cura del sodalizio una affollata conferenza sul romanzo “Il Codice da Vinci” tenuta dal prof. Mariano Bizzarri. A ottobre dello stesso anno è stato ricordato, d’intesa e in collaborazione con il Comitato di Belluno dell’Istituto per la Storia del Risorgimento, il 140º anniversario dell’unione della provincia di Belluno al Regno d’Italia con un intervento dello storico Achille Ragazzoni. Il 2007 vede la delegazione bellunese della Lega Nazionale in prima fila nelle celebrazioni della Giornata del Ricordo delle Foibe e dell’Esodo.
sede : via Caffi 20 - Belluno Tel. 320 0504334
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Coordinatore : Francesco Demattè
Che cosa vogliamo
• Tenere sempre vivo il ricordo del dramma delle Foibe e dell’Esodo dei nostri connazionali fiumani, istriani, giuliani e dalmati.
• Contribuire a conservare e a risvegliare il sentimento di identità nazionale e di appartenenza alla comune Patria italiana
• Portare alla luce le affinità spirituali e culturali che da sempre legano le genti venete al resto del popolo italiano nella comune discendenza dalla civiltà di Roma.
• Proporre ogni iniziativa tesa a raggiungere la pacificazione tra gli Italiani.
[il pieghevole della delegazione]
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Delegazione del Friuli
Dopo il 2001 molte cose sono cambiate nella nostra regione e in Italia : per esempio si può parlare di foibe e dell'esodo degl'Italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia senza passare per fascisti, si può parlare della storia del confine orientale e della sua italianità anche nelle scuole e nelle università dove dalla fine dell'ultima guerra mondiale fino a pochi anni fa un'unica parte politica ha dominato condizionando la cultura e i libri di testo.
Tuttavia non tutto è cambiato in positivo col nuovo secolo: il Parlamento ha approvato una legge di tutela della lingua slovena che crea vere e proprie situazioni di privilegio tra i cittadini italiani favorendo solo la componente slovena e oscurando gli altri gruppi linguistici più numerosi nella regione Friuli-Venezia Giulia.
I sostenitori di questa legge hanno subito approfittato per condurre una vasta campagna di slovenizzazione non solo a Trieste, e in tutta la provincia di Gorizia, ma anche nel Friuli centrale tentando di far entrare Cividale nella zona di tutela dello sloveno.
Tutti sanno che Cividale è l'antica Forum Iulii, la città che ha dato il nome al Friuli e alle genti giulie, la " città orientale " dei Longobardi, nonché la capitale morale dei Friulani.
Nell'area di tutela di questa legge sulla lingua slovena (la 38/01) sono cadute anche le Valli di Resia, del Torre e del Natisone dove da secoli vivono genti slave che nulla hanno a che fare con gli Sloveni attuali ; con le " Valli " stavano per cadere anche Gemona, Montenars, Pontebba e Tarcento.
Chiaramente nella provincia di Udine non tutti potevano restare inerti a subire queste ingiustizie etniche ai danni dei proprî paesi e delle proprie città. Per questo motivo un gruppo di studenti e d'intellettuali udinesi hanno chiesto alla Lega Nazionale di Trieste di aprire una delegazione in provincia di Udine.