STORIA
Storia della Lega Nazionale
Le Canzoni popolari - brani tratti da "In vedetta operosa - Cento anni di storia della Lega Nazionale" di Aldo Secco, vol 2°

 

Sappiamo, perché ne abbiamo già accennato in altra parte, che il "Viva Dante" divenne popolare, ma che non esce da un concorso di canzoni.

Nel 1913, per reperire fondi a favore dei Ricreatori, la Lega organizza il suo primo Concorso; il comitato organizzatore è presieduto da Carlo Banelli, anche perché erano stati chiusi quelli promossi dal Circolo Artistico, che pur avevano riscosso tanto successo.

Al Politeama Rossetti la sera del 22 gennaio, vengono presentate sei canzoni delle quali risultano vincenti "La viene o no la vien" di Bellotti - Chiesa, "Vita triestina" di de Dolcetti - Chiesa e "Bimba carabiniera" musicata da Augusto Vianello su testo di anonimo.

L'anno successivo continua la serie dei concorsi che nei desideri degli organizzatori avrebbero dovuto essere annuali e che la grande guerra invece troncherà.

Anche in questa occasione al Politeama Rossetti vengono presentate sei canzoni ed eseguite dal coro dei ragazzi del Ricreatorio di San Giacomo diretto dal maestro Oscarre Taverna. Le vincenti nell'ordine furono: "Me devo maridar" di de Dolcetti - Chiesa, "El refolo" di Corradini -Leban e "El mio amor" di de Dolcetti - Bmno Guisa (Ugo Urbanis). Alle tre canzoni vincenti va aggiunta la barcarola "Tasi el vento" di Cornet - Urbanis facente parte di un'appendice al concorso stesso e che venne presentata da Alberto Catalan.

La serata era iniziata con l'esecuzione del nuovo "Inno della Lega Nazionale" musicato da Ruggero Leoncavallo, su testo di Riccardo Pitteri, affidata al coro del Ricreatorio di San Giacomo, sempre diretto da Oscarre Taverna. Il binomio Leoncavallo-Pitteri è puramente casuale in quanto i due non si sono mai incontrati, ma si deve a Carlo Schmidl, proprietario di una casa musicale di Trieste, peraltro già ben avviata, che propone, in un amichevole contatto epistolare con il Maestro, di musicare il testo del Presidente della Lega; nella risposta dichiarava che "trattandosi di così alto scopo sono dispostissimo a scrivere l'inno e lascio a Lei stabilire il compenso che crederà, non facendolo a scopo di lucro".

Nel primo immediato dopoguerra il Comitato feste "pro Lega Nazionale" bandì ancora una volta il concorso di canzoni.

Esse furono presentate, questa volta, dai cori riuniti dei ricreatori di San Giusto, San Vito e San Giacomo, diretti dal maestro Giorgio Ballig, dall'orchestra di Carlo Russo e dalla banda della Lega Nazionale diretta dal maestro Capillera, al Politeama Rossetti la sera del 10 gennaio 1920.

Il premio fu aggiudicato alla canzone di Umberto Corradini e Cesare Sibrano (Barison) "La canzoneta nova", al secondo posto "La xe vignuda" di Giorgio Ballig e al terzo posto "De dona onorada" di Michele Chiesa.

Quindi i concorsi delle canzonette popolari passeranno di mano al "Marameo", il giornale satirico-dialettale di Carlo de Dolcetti, che continuerà negli anni fra le due guerre.

Anche al suo risorgere, come già tanti anni prima, il nuovo inno della Lega Nazionale, che si chiamerà "Risorge la Lega" su testi di Steno Premuda, musicati da Camillo Capri, non esce da un concorso ma viene presentato in una serata organizzata al Teatro Fenice il 15 dicembre 1946 ed eseguito dalla banda della stessa Lega diretta da Camillo Capri, che ne sarà il maestro fino alla sua scomparsa.

I nuovi dirigenti della risorta Lega pensano di riproporre al pubblico il concorso delle canzonette popolari e già alla fine del 1946 viene indetto il bando che prevede testi in dialetto triestino e in lingua italiana, e il 5 giugno 1947 vengono presentate al Politeama Rosetti. Alla serata partecipano i cantanti Renato Longarini, Gissy Lussetti, Bianca Rosi, Narciso Cuzot, Gino Galli e la piccola Marisa Weis, l'orchestra e il coro diretti da Camillo Capri, presenta Enrico Zanier.

Queste le canzoni vincenti con il testo in lingua. "Alla mia mamma lontana" di Roberto Repini. "Poema d'amore" sempre del Repini e "Rumba indiavolata" di Mario Zumin e Letizia Cisilin Zumin.

Quelle in dialetto arrivano così al traguardo: "La tornarà" di Steno Premuda e Ermanno Sommeregger, "EI nostro fior" di Mario Urdini e "Fior de Trieste" di Steno Premuda.

Verso la fine del 1948, altro bando di concorso per le canzoni che vengono presentate dal coro diretto dal M° Publio Carniel e dall'orchestra diretta da M° Emilio De Campi, sempre al Politeama Rossetti la sera del 1 febbraio 1949. Risultano Vincenti: "La canzone che parla dite" di Steno Premuda e Gigi Borsatto e "Nostalgia" di Romeo Muran e Guido Natti, per i testi in lingua; mentre tra le dialettali si piazzano nell'ordine "A la mula triestina" di Ugo Pincherle e Giorgio Ballig a "Vecio San Giusto" di Army Caporizzi e Roberto Repini.

L'edizione successiva viene presentata sempre al Politeama Rossetti il 14 gennaio 1950 ed a eseguirle sono Leonarda Vendola, Oscar de'Vidovich, Renato Peruzzi e Giorgio Baldassi, il coro diretto da Publio Carniel e dall' orchestra diretta dallo stesso Carniel, avvicendato a Renato Repini.

La vittoria arride a "Sentinella di Redipuglia" di Steno Premuda e Publio Carniel, unica ammessa di quelle presentate con testo in lingua: le dialettali arrivano al traguardo nell'ordine: "La mula verigola" di Paolo Zoldan e Renato Repini e "Uffa... le stricche" di Umberto Damiani e Ermanno Sommeregger.

Anche 1'8 marzo 1951, la Lega propone il suo Concorso sempre al Politeama Rossetti, le esecuzioni sono affidate all'orchestra diretta dal maestro Pino Vatta con le voci di Giuseppe Minischetti, Lilia Carini, Miranda Vanzin e Elvio D'Arco ed al coro "Tartini" diretto dal maestro Giorgio Kirschner. Presenta Enrico Luzi, 1'indimenticabile attore triestino che alla RAI di Roma, con tanto gusto, aveva portato al successo la macchietta di "ce l'ha il krik".

Vince "La bandiera" di Army Caporizzi e Alessandro Sidericudi, seguita da "El vecio gramofono" sempre della Caporizzi e musicata da Renato Repini e la "Mula machineta" di Paolo Zoldan e Alessandro Sidericudi.

A completare questa serata avevano collaborato, fin dalla prima proposta, i componenti del Circolo Amici dell'Arte, diretti da Renato Paggiaro, presentando "Meloneide 1947", "Agenzia Lampo" (1949), "Senza titolo" (l950) e"Festa in fameia" (1951).

Mi fa piacere ancora ricordare che, successivamente, la Lega Nazionale organizzò nel 1952 il Concorso della Canzone Popolare che venne presentato al Politeama Rossetti la sera del 16 maggio con le voci di Miranda Vanzin e Auro D'Ambrosi, con il coro "Tartini" diretto dal m° Giorgio Kirschner e con 1'accompagnamento dell'orchestra diretta dal m° Pino Vatta; presentava Neri Napoleone.

Risultarono vincenti: "Care campane" di Adolfo Parentin e Gigi Borsatto, "Sinfonia di colori" di Pietro Turchetti e Alessandro Sidericudi.

Nella medesima serata fu presentata la "Lucia di Malumor" di Carlo de Dolcetti, "dramma lirico in tre atti, due zone e un territorio con la complicità di vari compositori, compreso Donizetti", eseguita sempre con grande bravura dagli attori del Circolo Amici dell'Arte, che abbiamo già ricordato.

L' 8 aprile del 1954 la Lega Nazionale propone ancora una volta il suo concorso di canzoni, sempre al Politeama Rossetti; è questa l'ultima presentata nel prestigioso teatro.

A coronare il successo della serata, la presenza di due voci della RAI Vittoria Mongardi e Gianni Ravera (sì, proprio quella che da "Patron" ha dato lustro al Festival di Sanremo), accompagnati dall'orchestra diretta dal M° Pino Vatta.

Risultano vincenti "Te voio ben Trieste" di Guido Sambo e Alberto Gruden e "Vecia strada de Trieste" di Army Caporizzi a Samja Maizzan.

Alla serata partecipano, oltre agli attori di Trieste Liana Darbi, Ruggero Winter e Giorgio Valletta, anche Fiorenzo Fiorentini e Alberto Talegalli (Sor Clemente) della RAI di Roma.

La regia della serata è affidata al maestro Ugo Amodeo.

Siamo al 1956, quando il 5 settembre la Lega Nazionale presenta al Castello di San Giusto il suo ultimo Concorso con le voci di Hilde Mauri e Cesare Benci, accompagnati dall' orchestra di Franco Russo della sede RAI di Trieste.

A "Trieste de alora e de sempre" di Leo Franca e Alberto Gurden, arriderà la vittoria, alla quale faranno seguito "la Puta vecia" di Alberto Gruden e Romeo Muran e "Muleta barcolana" di Giuliano e Bruno Sepin.

Purtroppo questa attività che prevedeva un sostanziale sforzo economico e soprattutto per il difficile aggancio con l'industria discografica, non trovando, le pur belle canzoni, un mercato anche per l'assenza completa di collaborazione della radio di stato, allora il massimo mezzo di diffusione, venne soppressa.