LEGA NAZIONALE 
Un ricordo indelebile di un uomo vissuto nel segno del basket: Franco Zubin
Un anno fa, 8 febbraio 2005, ci lasciava Franco Zubin, vulcanico allenatore della Lega Nazionale, uomo straordinariamente attaccato alla vita e ad ogni sfumatura che essa regala.

 

La giornata di ieri, 8 Febbraio 2006, ha segnato una data che per noi giocatori della Lega Nazionale non può scivolare via senza lasciare un momento di profonda commozione: esattamente un anno fa ci lasciava Franco Zubin, vulcanico allenatore della Lega Nazionale, uomo straordinariamente attaccato alla vita e ad ogni sfumatura che essa regala.

Se solo si potesse rappresentare in un puzzle di ricordi quello che "Zuba" ha lasciato in tutti noi, non si potrebbe che presentarlo come un caleidoscopio colorato di sensazioni forti, di situazioni portate all'eccesso dal suo modo ironico e scanzonato di vivere, da istantanee indimenticabili da portare nella memoria.
Ma no, che irriverente ricordo stiamo tracciando, quale penoso approccio per uno come lui che non prendeva niente sul serio, il modo di migliore è sempre quello del linguaggio a lui caro, quindi basta con il tono prosaico da "fossili"!

Allora come non sorridere riportando alla memoria l'esordio con la Lega, vittorioso ai danni del Cicibona in serie D, concluso con un commiato all'allenatore avversario: "te l'abbiamo ficcata…."; forse i suoi metodi di allenatore potevano risultare rivedibili dai puristi della materia, scettici magari nel trovarsi un coach intento a esplicitare i propri dettami sul campo con una cuffia rosa e un maialino raffigurato in testa, simpatico souvenir del Calcina "austriaco".

Tanto meno probabile ritrovare nei manuali della palla al cesto gli slogan a sfondo tecnico elargiti durante le partite, del tipo "palettiii" o "non andar per i pisadori..", straordinariamente efficaci ma altrettanto comici.

Quello che forse è l'eredità più cara lasciata a noi tutti, ma dico proprio tutti, è lo spirito di gruppo come fondamento per lavorare bene; durante gli allenamenti, le serate, qualsiasi momento vissuto con Zuba era una sublimazione dello stare assieme e dello spirito corporativo; il suo essere trascinante era proporzionato al bene che trasmetteva a noi giocatori, la nostra felicità era la sua, la nostra tristezza un suo cruccio.

"Calce" con il suo legame profondo verso Franco, "Nave" l'amico di Treviso, "el musato" Caio, "Tammi" e le polemiche, "Baldo" e il disegnar capitelli, "Mara" braccio destro insostituibile, "teston" Urso, capitan Moro, Caio Lena, Piccolo e tutti gli altri sono stati i tuoi "figli cestistici", le spalle ideali ad un grande attore protagonista, gli spettatori partecipi di un momento bellissimo passato assieme, gli AMICI di un periodo senza scadenza, nato con la prima stretta di mano e mai finito.

Caro Zuba, dicono che la cosa più bella in un'esistenza sia lasciare un qualcosa a chi ti sta accanto, un segno tangibile del passaggio su questa terra...., sappi che il tuo ricordo resta scolpito nel nostro cuore, in ogni gesto che facciamo in palestra, in ogni ritrovo, convinti che da lassù tu possa apprezzare, ma sempre alla tua maniera!

Grazie Zuba, uno di noi!

 

Gli amici della Lega Nazionale pallacanestro