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Gli Accordi di Osimo nella realtà e nel diritto - Un trattato da non ratificare

Indice articoli


DIFFUSE ED AUTOREVOLI PRESE DI POSIZIONE DA ESPERTI ED ENTI APARTITICI CONTRO LA RATIFICA
Si ricorda che, a prescindere dalle dichiarazioni o atteggiamenti di coloro che sono legati alla disciplina di partito e alle imposizioni sopra accennate o che hanno interessi particolari, vi è stata UNA GRAN MASSA DI PRESE DI POSIZIONE ESTEMAMENTE PREOCUPATE per i pericolosissimi effetti del Trattato di Osimo e di richieste che sia evitata la sua ratifica. Basti ricordare il Congresso Nazionale dei Lions che il 29/5/1976 ha votato a Viareggio all'unanimità una mozione con cui si chiede che il Trattato di Osimo non sia ratificato, l'analoga presa di posizione del Consiglio dei Governatori italiani del Rotare Club, l'energica presa di posizione dell'Associazione Nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione "ITALIA NOSTRA" e della "World Wildlife Fund" - W.W.F. - "Fondo Mondiale per la Natura", queste due ultime preoccupate in particolare per le conseguenze dell'inquinamento ed avvelenamento delle acque e dell'aria a danno della popolazione triestina e per le condizioni ecologiche che deriverebbero per Trieste ed il Carso dall'applicazione del Trattato di Osimo.
In verità non si riesce a trovare una qualsiasi risposta che risponda ai suddetti interrogativi o che comunque giustifichi la stipulazione degli accordi di Osimo mentre i motivi che vengano genericamente addotti sono basati su falsi presupposti o non tengono nota di latri fatti che non solo li annullano, ma portano a risultati contrari.

ASSOLUTAMENTE ILLECITI MOTIVI SEGRETI O NON DICHIARATI

L'affermazione da taluno fatta che i veri motivi non sarebbero quelli addotti, ma altri tenuti nascosti o nell'interesse di partiti o anche di carattere generale non rappresenta evidentemente una giustificazione, ma se mai UNA GRAVE ACCUSA DI TRADIMENTO NEI CONFRONTI DEI PRINCIPI BASILARI DELLA DEMOCRAZIA, DEL PARLAMENTO, DEL POPOLO ITALIANO, DELLA COSTITUZIONE, sicchè i responsabili e loro complici o istigatori assumerebbero una terribile responsabilità anche di fronte alla Legge.
Un tanto sarebbe di lapalissiana evidenza se, ad esempio, la vera ragione per la stipulazione di un accordo del genere fosse la necessità di ottenere l'appoggio di certi partiti per un certo Governo. In tale caso infatti l'interesse alla stipulazione del Trattato rientrerebbe nell'ambito dell' interesse dei partiti e quindi nell'interesse particolare di chi fa ad essi parte e non della Nazione.
Quand'anche però la vera ragione fosse anche nobilissima, quale la preoccupazione di salvare la pace del mondo, L'ADDURRA UN ARGOMENTO DIVERSO DA QUELLO REALE COSTITUIREBBE PUR SEMPRE UNA GRAVISSIMA VIOLAZIONE DEI PRINCIPI SOPRA ACCENNATI.
In tale ipotesi infatti il solo comportamento ammissibile secondo la Costituzione, e la Legge sarebbe quello di dire: per salvare la pace occorre che cediamo la Zona B e magari anche Trieste, Venezia, Milano, Roma o l'Italia tutta. In tale caso il Parlamento dovrebbe esaminare e discutere se le ragioni addotte sono effettivamente valide, idonee e proporzionali al risultato propostosi e l'opinione pubblica dovrebbe per conto suo giudicare il buono o cattivo uso che i Parlamentari hanno fatto della fiducia loro accordata.
Agire fuori di questa impostazione vuol dire agire illegalmente, fuori della Democrazia, fuori delle leggi, fuori della Costituzione e tutti COLORO CHE VI AVESSERO CONTRIBUITO SAREBBERO RESPONSABILI DI FRONTE ALLA NAZIONE, DI FRONTE ALLA LEGGE, DI FRONTE ALLA STORIA, DI FRONTE AL MONDO.


RICORSO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PER IL RISPETTO E TUTELA DELLA LEGGE.

Data la gravità della situazione sopra esposta il presidente del "Centro Nazionale di Coordinamento per la salvezza di Trieste nell'interesse della Pace" HA INVIATO UN DETTAGLIATO E DOCUMENTATO ESPOSTO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA con il quale si appella alla sua responsabilità di tutore della Costituzione e dell'integrità della Repubblica affinché voglia nell'assolvimento dei doveri che gli derivano dal suo alto ufficio:

1) RIFIUTARE LA PROMULGAZIONE DELLA LEGGE DI RATIFICA DEL TRATTATO DI OSIMO, se sottopostagli, O QUANTO MENO RINVIARE LA STESSA AL PARLAMENTO PER RAGIONI DI LEGITTIMITA', sia per le varie insanabili ragioni di invalidità verificatesi nel corso della sua formazione, sia per il suo contenuto che viola la Costituzione, il Trattato di Pace ed altri impegni internazionali dell'Italia, i diritti dell'Uomo e la Carta dell'ONU, e ciò A MAGGIOR RAGIONE DE TALE LEGGE FOSSE APPROVATA SENZA IL RISPETTO DELLE PARTICOLARI NORME PREVISTE PER LE LEGGI DI CARATTERE COSTITUZIONALE.
2) RINVIARE LA DETTA LEGGE AL PARLAMENTO, senza promulgarla anche per ragioni di merito dato i gravissimi danni che dal Trattato di Osimo deriverebbero all'Italia ed il pregiudizio che esso comporterebbe per la causa della Pace e dei buoni rapporti fra i popoli;
3) PRENDERE LE OPPORTUNE INIZIATIVE AFFINCHE' LE COMPETENTI AUTORITA' ABBIANO AD INDAGARE SU QUALI SONO LE RAGIONI E CHE SONO I RESPONSABILI per cui in una così delicata materia si è fatto ricorso ad illegalità, anomalie, mezzi di pressione illeciti e illegali, informazioni errate o travisamento sui fatti inducendo in errore responsabili politici od opinione pubblica, inspiegabili precipitazioni ed ingiustificata segretezza, violazione della Costituzione, dei principi fondamentali di diritto, dei Trattati internazionali, della Carta dell'ONU nonché dei diritti dell'Uomo garantiti dall'ONU stessa, pur di giungere alla stipulazione di un trattato che sottragga all'Italia una parte del suo territorio nazionale, in favore di uno Stato straniero, senza alcun corrispondente vantaggio per essa, sicchè nei fatti stessi sono ipotizzabili gli estremi di una volontà e di un operato, da parte di persone o gruppi da identificarsi, agenti per motivi diversi dai dichiarati allo scopo preordinato di cui sopra.

NECESSITA' DI UN RIPENSAMENTO DA PARTE DEI POLITICI E DEI PARLAMENTARI
NO A TRIESTE NUOVA DANZICA


Si confida però che il richiesto intervento del Presidente della Repubblica non si renderà necessario in quanto si ha VIVA FIDUCIA CHE I RESPONSABILI DEI PARTITI E COMUNQUE I PARLAMENTARI - DOPO ADEGUATO APPROFONDIMENTO DEL VERO SIGNIFICATO DEGLI ACCORDI DI OSIMO E DOPO AVER CONSTATATO CHE GLI STESSI NON SOLO NON RAGGIUNGONO I RISULTATI PREVISTI AL MOMENTO IN CUI SONO STATI AUTORIZZATI MA SONO IDONEI AD OTTENERE SOLO I RISULTATI DIAMETRALMENTE OPPOSTI - VORRANNO, IN OBBEDIENZA ALLA PROPRIA COSCIENZA DI UOMINI E DI CITTADINI AL DI SOPRA E AL DI FUORI DI QUALSIASI PRESSIONE DI TERZI, DIRE NO ALLA RATIFICA DEL SUDDETTO TRATTATO, NO A TRIESTE NUOVA DANZICA.

FINE


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